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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliTra le aste primaverili in calendario presso la sede centrale di Lempertz si distinguono le vendite di «Dipinti antichi e dell’Ottocento» in programma il 18 maggio, di «Arte moderna» del 31 maggio e quella di «Arte contemporanea» del primo giugno. Tra gli highlight antichi in catalogo si segnala il piccolo olio su rame (11x16 cm) raffigurante «Villaggio con contadini danzanti» (1609) di Jan Brueghel il Vecchio (230-300mila), che nel catalogo ragionato del pittore Klaus Ertz descrive come «un tesoro su rame».
Altrettanto prezioso è il bellissimo olio su tela «Giuseppe e la moglie di Putifarre» di Alessandro Turchi, detto l’Orbetto, che Federico Zeri scoprì a Reggio Emilia nel 1997 (da allora in mani private). Il dipinto, che sarà incluso nel catalogo ragionato dell’Orbetto di prossima pubblicazione, ha una stima di 100-130mila euro.
Grazie all’acquisizione di due importanti nuclei privati, l’asta serale di arte moderna propone un notevole collage di Kurt Schwitters «Das Gustav Finzlerbild» del 1926-36 (73,7x61 cm), con conseguente stima di 400-600mila euro, un pastello su carta del 1946 di Picasso raffigurante «Due colombe» (180-220mila) e lavori dei più significativi espressionisti tedeschi.
Sono accomunati da una medesima stima, 80-120mila euro, l’olio su tela (101,5x81,5 cm) «Lagrev in autunno» (1921) di Gottardo Segantini, figlio maggiore di Giovanni Segantini, e «Lili», il monumentale (alto 2 metri) bronzo di nudo femminile di Manzù del 1956-57. Infine, nella vendita di contemporaneo compaiono la scultura «Proletkunst Nr. 3» di Jean Tinguely (80-120mila), il bronzo «Runner» (2014) di Tony Cragg (300-400mila), oltre a lavori, tra gli altri, di Günther Förg e Schumacher.
«Giuseppe e la moglie di Putifarre» dell’Orbetto, stimato 100-130mila euro. © Lempertz
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