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Cassamarca vende anche Ca’ dei Carraresi

L’edificio medievale per anni è stato adibito a sede espositiva e centro congressi

Ca' dei Carraresi a Treviso. Foto di Amedeo Feletto

Treviso. Fondazione Cassamarca vende anche Ca’ dei Carraresi. Dopo la recente cessione dell’ex Questura (per 12 milioni di euro), nella lista delle proprietà da alienare (secondo un piano di rientro triennale del debito con UniCredit che ammonta a 28,4 milioni per la sola fondazione e 153 per la società controllata Appiani 1) compare anche l’edificio medievale lungo il fiume Cagnan, per anni adibito a sede espositiva e centro congressi.

La sua notorietà si deve alle prime proposte blockbuster di Marco Goldin (per l'allora presidente Dino De Poli) ma anche in seguito alla rottura della collaborazione del curatore trevigiano con la fondazione, l’immobile ha mantenuto la destinazione per mostre d’arte, fotografia, antiquariato: da «Ottocento Veneto, il Trionfo del Colore» (2004) al ciclo dedicato alle Vie della Seta e la civiltà cinese (2005-11); da »El Greco in Italia, metamorfosi di un genio» (2016) a Bacon (2017) e Erwitt (2018). Le ultime due proposte, in corso: Inge Morath, dedicata alla fotografa austriaca (fino al 9 giugno) e «Giappone Terra di Geisha e Samurai» (fino al 30 giugno).

Una funzione che se da una parte ha sempre assicurato la pubblica accessibilità (pur senza la capacità di poterne contenere i grandi flussi) ne ha in parte sacrificato la fruizione degli spazi liberi da allestimenti: Ca’ dei Carraresi, con l’attigua Ca’ dei Brittoni (complesso d’origine due-trecentesca dal singolare apparato decorativo), costituisce uno dei molteplici e preziosi tasselli della Treviso medievale.

Ora il suo nome (per un valore d’acquisto di 11 milioni e 800mila euro) rientra nella lista di quelli presenti nella pagina dedicata del sito della Fondazione insieme ad altri noti beni patrimoniali a Treviso e nel trevigiano. Tra questi: il Teatro Eden (edificio liberty da 450 posti a sedere); Villa Ca’ Zenobio (settecentesca), l’area ex Secco (la cui possibile lottizzazione, nei pressi della Villa Franchetti, nel Comune di Preganziol, è da tempo oggetto di polemiche) e il centralissimo complesso San Paolo, ex distretto militare.

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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