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Michela Moro
Leggi i suoi articoliIl volume dedicato a Bobo Piccoli (1927-81) è la testimonianza di come testi scientifici possano restituire con vividezza e passione un momento culturale importante, creando un altro tassello che si aggiunge al grande affresco dell’arte contemporanea italiana.
Milanese, di famiglia colta e legata all’ambiente intellettuale, Bobo Piccoli arriva nel 1945 all’Accademia di Brera, dove incontra quelli che diventeranno i suoi amici e compagni di percorso, da Alik Cavaliere a Gianni Dova ed Enrico Baj, e poi Ugo Mulas, Alfa Castaldi, Dario Fo e Don Lorenzo Milani. La formazione in un ambiente così artisticamente poliglotta lascia un segno profondo nel giovane Piccoli, che più di altri artisti ha ben rappresentato l’eclettismo milanese che fa dialogare arte, architettura e design, e che ha trasformato la città in un landmark internazionale.
Ecco emergere l’artista che espone alla Galleria dell’Ariete di Beatrice Monti, snodo fondamentale per la pittura dagli anni Cinquanta, e il compagno di strada di tanti architetti, tra i quali Marco Zanuso, Leonardo Fiori, Alberto Scarzella e Jan Battistoni, per il quale firmerà le grandi pavimentazioni di seminato della Fondazione Stelline, ancor oggi stupefacenti per freschezza e contemporaneità. Sul fronte del design FontanaArte ha nel 2020 rieditato due grandi lampade «Re» e «Regina», disegnate da Piccoli nel 1968.
Il libro è una polifonia che rispecchia la sua personalità: i saggi sono firmati da storici dell’arte, dell’architettura e del design, coordinati da Cloe Piccoli, critica d’arte, responsabile dell’Archivio Bobo Piccoli e figlia dell’artista. I testi sono anche il risultato di studi e convegni a lui dedicati e raccolti grazie alla collaborazione tra Accademia di Brera e Fondazione Stelline.
Bobo Piccoli,
a cura di Cloe Piccoli, traduzione di Steve Piccolo, ed. bilingue, 288 pp., 160 ill. col. e b/n, Skira, Milano 2021, € 34
«Composizione M» (1973) di Bobo Piccoli
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