Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La nuova moschea di Abrakunis che ha sostituito un'antica chiesa distrutta nel 2013

Image

La nuova moschea di Abrakunis che ha sostituito un'antica chiesa distrutta nel 2013

Baku distrugge il patrimonio armeno

Scomparsi monumenti e siti religiosi: lo rivela un'inchiesta di Hyperallergic

Redazione GdA

Leggi i suoi articoli

Un devastante rapporto pubblicato dal sito web Hyperallergic spiega nei dettagli la pluridecennale distruzione su ampia scala di monumenti armeni in Azerbaigian. L’exclave di Nakhchivan sulla striscia di confine che separa il Paese dall’Iran era un tempo il sito di 89 chiese medievali armene, 5.840 khachkar armeni, steli intricatamente scolpite e decorate con croci, e di 22mila lapidi tombali armene, il tutto meticolosamente documentato nel corso di due decenni dallo studioso Argam Aivazian.

Oggi questi monumenti e siti religiosi sono scomparsi, sistematicamente distrutti dal regime azero, secondo l’inchiesta di Hyperallergic. I siti perduti comprendono Giulfa, un tempo il più esteso cimitero armeno al mondo, oggi «desolata prateria», secondo la testimonianza diretta di Simon Maghakyan, che ha scritto la relazione di Hyperallergic con Sarah Pickman.

Un altro monumento perduto è la chiesa di Surb Karapet ad Abrakunis, distrutta nel 2013 per fare spazio a una nuova moschea. Fonti ufficiali azere hanno negato le notizie della distruzione di questi monumenti vietando al contempo l’accesso alla regione alla stampa e agli studiosi internazionali.

Tuttavia, nel 2013 il giornalista russo Shura Burtin è riuscito a recarsi nell’area. Ha detto a Hyperallergic di non aver visto «traccia del glorioso passato dell’area (...); nemmeno l’Isis potrebbe commettere un crimine contro l’umanità di tali epiche proporzioni».
 

La nuova moschea di Abrakunis che ha sostituito un'antica chiesa distrutta nel 2013

Redazione GdA, 29 maggio 2019 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Dal 28 marzo al 28 giugno 2026, il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci ospita «Erté. Lo stile è tutto», una mostra che ripercorre la carriera del grande artista e designer franco-russo attraverso oltre 150 opere. Dai bozzetti di moda alle scenografie teatrali, dalle copertine di Harper's Bazaar ai gioielli, il percorso mette in luce l’influenza di Erté sull’Art Déco e il dialogo tra tradizione e contemporaneità

Tra notti insonni e passeggiate solitarie lungo il mare di Ostenda, Léon Spilliaert trasformò solitudine e malinconia in opere intense. Quest’anno, al TEFAF Maastricht (14‑19 marzo 2026), un confronto inedito con James Ensor, proposto dalla Galleria Van Herck–Eykelberg, mette a confronto due figure chiave della modernità belga

Intense precipitazioni hanno provocato il crollo di una porzione delle mura ciclopiche del Castello di Fabro, in provincia di Terni, senza causare feriti. L’evento riporta in primo piano la vulnerabilità delle strutture storiche ai cambiamenti climatici e la tensione tra conservazione del patrimonio e gestione del rischio idrogeologico, nel contesto di un territorio fortemente segnato dal maltempo.

Viola sostiene inoltre che la decisione è stata resa pubblica senza che gli fosse consentita alcuna forma di replica. “Queste azioni non sono in linea con i principi di trasparenza e giusto processo che un’istituzione culturale dovrebbe rispettare”, ha dichiarato, rivendicando di aver agito in buona fede e nel rispetto di standard etici

Baku distrugge il patrimonio armeno | Redazione GdA

Baku distrugge il patrimonio armeno | Redazione GdA