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Redazione
Leggi i suoi articoliUn devastante rapporto pubblicato dal sito web Hyperallergic spiega nei dettagli la pluridecennale distruzione su ampia scala di monumenti armeni in Azerbaigian. L’exclave di Nakhchivan sulla striscia di confine che separa il Paese dall’Iran era un tempo il sito di 89 chiese medievali armene, 5.840 khachkar armeni, steli intricatamente scolpite e decorate con croci, e di 22mila lapidi tombali armene, il tutto meticolosamente documentato nel corso di due decenni dallo studioso Argam Aivazian.
Oggi questi monumenti e siti religiosi sono scomparsi, sistematicamente distrutti dal regime azero, secondo l’inchiesta di Hyperallergic. I siti perduti comprendono Giulfa, un tempo il più esteso cimitero armeno al mondo, oggi «desolata prateria», secondo la testimonianza diretta di Simon Maghakyan, che ha scritto la relazione di Hyperallergic con Sarah Pickman.
Un altro monumento perduto è la chiesa di Surb Karapet ad Abrakunis, distrutta nel 2013 per fare spazio a una nuova moschea. Fonti ufficiali azere hanno negato le notizie della distruzione di questi monumenti vietando al contempo l’accesso alla regione alla stampa e agli studiosi internazionali.
Tuttavia, nel 2013 il giornalista russo Shura Burtin è riuscito a recarsi nell’area. Ha detto a Hyperallergic di non aver visto «traccia del glorioso passato dell’area (...); nemmeno l’Isis potrebbe commettere un crimine contro l’umanità di tali epiche proporzioni».
La nuova moschea di Abrakunis che ha sostituito un'antica chiesa distrutta nel 2013
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