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Artemisia & C. da Dorotheum

Un panorama sulle vendite di arte antica e dell'Ottocento

«Maria Maddalena in estasi» di Artemisia Gentileschi da Dorotheum a 400-600mila euro. © Dorotheum

Vienna. Dal 29 aprile al 2 maggio Dorotheum presenta la consueta Classic Week. Il primo appuntamento (29 aprile) è con l’asta di Dipinti dell’Ottocento, nel cui catalogo spicca il dipinto «Mercato notturno a Rotterdam» di Petrus van Schendel. L’opera di «Monsieur Chandelle», come era conosciuto il pittore romantico specializzato in scene notturne illuminate da lampade o candele, ha una stima di 100-150mila euro. La vendita include anche opere degli italiani Luigi Querena («La Riva degli Schiavoni a Venezia», 90-110mila), Ippolito Caffi («La Via Appia all’alba», 30-40mila) e Vittorio Matteo Corcos («Ritratto della principessa Evelina Colonna di Stigliano», 1902; 30-40mila).

La vendita di Dipinti antichi del 30 aprile punta su una selezione di opere di caravaggeschi di sicuro impatto. La performance più attesa è certamente quella di un nome di casa da Dorotheum, ossia Artemisia Gentileschi che, dopo l’exploit dello scorso ottobre, quando la sua «Lucrezia» ha più che triplicato la base d’asta passando di mano a 1.885.000 euro, è presente (con l’aiuto di Onofrio Palumbo nello sfondo) con una sensuale «Maria Maddalena in estasi» (130x180 cm) stimata 400-600mila euro. Altrettanto voluttuosa, ma decisamente meno esosa (100-150mila) la «Maria Maddalena penitente» (96x75,5 cm) di Guido Cagnacci.

Curiosamente il catalogo propone anche un’altra pittrice italiana, la bolognese Elisabetta Sirani, con la tela «Mosè salvato dalle acque» (150-200mila) realizzata con l’aiuto del padre Giovanni Andrea Sirani. Considerato il taglio stilistico della vendita, non poteva mancare il più caravaggesco dei pittori che animarono la Roma post Merisi: «Il martirio di san Bartolomeo» (120x150 cm) di Bartolomeo Manfredi è proposto con una stima importante di 300-400mila euro. Tra i fiamminghi  spicca l’olio con «I quattro Elementi» (150-250mila) di Artus Wolffort, cover lot dell’asta.

Cristina Valota, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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