Aleppo come Varsavia, Berlino, Dresda e Tokyo

Francesco Bandarin |  | Aleppo

Questa grande città storica, dove si sono succedute nei millenni le civiltà degli Ittiti, degli Assiri, degli Accadi, dei Greci, dei Romani, degli Omayyadi, degli Ayyubbidi, dei Mamelucchi e degli Ottomani, è oggi distrutta. Il 75% della città è ridotto a totale rovina. Nella parte storica sopravvive il 40% dei monumenti, un altro 30% è semidistrutto, il rimanente 30% non c’è più, spazzato via dai bombardamenti, dagli incendi, dai tiri incrociati di missili e proiettili.

La Grande Moschea del XIII secolo, l’epoca mamelucca, è gravemente danneggiata, il suo minareto dell’XI secolo è abbattuto (prima e dopo le distruzione). I grandi caravanserragli, il Khan-al-Saboun (del sapone) del XV secolo, il Khan-al-Wazir (del Ministro) del XVII secolo e il Khan Al-Shouneh (della Giordania), sono in rovina.

Infine, Il grande suq di Aleppo, il più grande del mondo, con uno sviluppo lineare di oltre 13
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