Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Laura Giuliani
Leggi i suoi articoliSi rivolge ai giovani professionisti dei beni culturali (dottorandi, specializzandi e studenti delle Università italiane e straniere) l’iniziativa organizzata dal Dipartimento dei beni culturali dell’Università degli Studi di Padova dedicata a un tema di grande attualità, la falsificazione in ambito archeologico, che sempre più interessa il mercato dell’arte e il mondo dei musei.
Dal 13 al 17 febbraio e in tre sedi differenti (Padova, Vicenza e Venezia), l’International Winter School «Anthropology of forgery. A multidisciplinary approach to the study of archaeological fakes» pone l’attenzione sugli aspetti della falsificazione nell’ambito archeologico attraverso un approccio antropologico, storico, archeometrico e sociale, oltre a sottolinearne gli aspetti legali, conservativi e museali.
Il corso, in lingua inglese, prevede due giorni (14 e 16 febbraio) rispettivamente a Vicenza nel Palazzo Leoni Montanari, sede della collezione di ceramica greca di Intesa San Paolo, e a Venezia nel Museo Archeologico.
Direzione scientifica dell’iniziativa a cura di Monica Salvadori e Monica Baggio con la collaborazione di Elisa Bernard e Luca Zamparo dell’Università degli Studi di Padova.
Altri articoli dell'autore
Presentato oggi il nuovo centro di ricerca interno al Museo e dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione di papiri, ostraca e legature copte, grazie al sostegno di Fondazione Crt
Louis Godart e Stefano de Martino hanno compiuto un’analisi a tutto campo di questi due imperi, accomunati dalla matrice linguistica indoeuropea, che nel II millennio a.C. segnarono la storia della Grecia, dell’Egeo e dell’Anatolia
Firmato un accordo tra la Fondazione Luigi Rovati e la Fondazione per il Museo «Claudio Faina» che sancisce la programmazione condivisa di mostre e iniziative culturali nel segno della ricerca e della valorizzazione del patrimonio etrusco
Grazie alla raccolta fondi lanciata mesi fa, è stata riallestita la sala con il ricco corredo della sepoltura scoperta da Ernesto Schiaparelli a Deir el-Medina nel 1906



