A cena con il Presidente

La Casa Bianca ospita anche un'importante collezione d'arte

Una veduta della Blue Room del 1963, quando Jacqueline Kennedy trasformò la stanza in una sala di ricevimento
Maria Sancho-Arroyo |  | Washington

La Casa Bianca non è unicamente la residenza del Presidente degli Stati Uniti, ospita anche un’importante collezione di arte. Molti dei pezzi sono stati acquistati nel XIX e XX secolo, ma fino all’arrivo di Jacqueline Kennedy i presidenti erano legalmente autorizzati a vendere gli arredi che non erano di loro gradimento, o che consideravano fuori moda, e a comprarne di nuovi.

Jackie Kennedy credeva invece che La Casa Bianca avesse il dovere di rappresentare la storia della Nazione e fece quindi approvare dal Congresso una legge che le conferisse una dimensione museale, al fine di preservare il carattere storico delle stanze pubbliche. A Jackie interessava soprattutto custodire lo stile del periodo in cui l’edificio fu costruito, l’inizio del XIX secolo. Allo stesso tempo istituì l’ufficio dei curatori, poiché credeva nella necessità di avere uno staff professionale per raccogliere, conservare e interpretare ogni oggetto che entrava nella collezione; avviò la creazione della White House Historic Association (Whha), con l’obiettivo iniziale di pubblicare un libro sulla storia della casa che fungesse da guida per il pubblico di visitatori.

La Casa Bianca, il cui nome originale era President’s House (la Casa del Presidente), fu bruciata nell’agosto del 1814, quando le truppe britanniche diedero fuoco a diversi edifici pubblici di Washington. L’allora First Lady, Dolley Madison, ebbe la prontezza di mettere in salvo l’iconico ritratto di George Washington di Gilbert Stuart, prima che l’edificio andasse in fiamme. La Casa Bianca fu ricostruita pochi anni dopo e il presidente Monroe vi si trasferì nel 1817, comprando e commissionando un’enorme quantità di mobili, dipinti e altre decorazioni per arredarla. Anche se all’epoca fu criticato per il grande costo, insistette che la decorazione dovesse riflettere l’importanza della presidenza. Ordinò, tra l’altro, un set di 53 mobili di pregio dalla Francia per decorare lo Studio Ovale.

Nel 1860 la maggior parte di essi furono venduti all’asta dal presidente Buchanan e sostituiti con altri in stile rococò e vittoriano, allora di moda. Queste vendite portarono nel XX secolo a una legge molto specifica per assicurare che gli oggetti di qualità della collezione non fossero più venduti. Oggi la decorazione della Casa Bianca è una combinazione di dipinti e arti decorative della propria collezione e di prestiti da musei americani privati e pubblici. L’attuale amministrazione Biden ha già fatto la sua scelta.

Nell’iconico Studio Ovale, che spesso vediamo nelle foto e in televisione, i dipinti e le sculture sono strategicamente scelti per inviare un messaggio al popolo americano e al mondo intero. Il ritratto di Benjamin Franklin del 1785 di Joseph Siffred Duplessis ha preso un posto di rilievo accanto alla famosa scrivania Resolute. La presenza di Franklin, inventore, scrittore, scienziato e altro ancora, rappresenta l’interesse di Biden nel seguire la scienza. L’opera è in prestito dalla Smithsonian’s National Portrait Gallery insieme a un busto di Martin Luther King Jr. di Charles Alston, alla Casa Bianca dal 2000 ma ora in mostra sulla mensola del caminetto.

Il museo ha anche concesso in prestito due delle nuove aggiunte: i busti in bronzo di Robert Francis Kennedy e dell’icona dei diritti civili Rosa Parks. Per evidenziare l’atteggiamento della sua amministrazione verso l’immigrazione, Biden ha inoltre aggiunto un busto di César Chávez, defunto leader sindacale e attivista di diritti civili degli americani messicani. Infine, su uno degli scaffali dell’ufficio, una roccia della Luna, simbolo delle passate conquiste americane. 

Per saperne di più sulla collezione d’arte della Casa Bianca si invita a visitare il sito della White House Historical Association, dov’è possibile trovare non solo informazioni sulla collezione, ma persino una sezione dedicata alle cene offerte ai capi di Stato italiani dai Presidenti americani.

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