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Il progetto crea una continuità tra le ricerche di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani e l’eredità di Pier Luigi Nervi, la cui architettura traduceva in forma visibile le logiche strutturali della costruzione
- Alessia De Michelis
- 09 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Uno still dal video «2 Lizards», 2020, di Meriem Bennani e Orian Barki
Courtesy the Artists © Meriem Bennani and Orian Barki
Tre «letture soggettive» del presente trasformano la facciata di Palazzo Nervi Scattolin
Il progetto crea una continuità tra le ricerche di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani e l’eredità di Pier Luigi Nervi, la cui architettura traduceva in forma visibile le logiche strutturali della costruzione
- Alessia De Michelis
- 09 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLe immagini in movimento di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani trasformano la facciata di Palazzo Nervi Scattolin in uno schermo urbano. Le opere video, proiettate nello spazio pubblico e visibili nelle ore notturne, costruiscono un’esperienza immersiva in cui immagine, architettura e città entrano in relazione, generando una deriva visiva che ridefinisce i confini tra pubblico e privato, memoria e contemporaneità.
Tra i lavori presentati, «A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror» (2025) di Williams intreccia diario di viaggio, saggio e collage audiovisivo per indagare genealogie culturali afroamericane e sudcoreane, riflettendo su militarizzazione, sorveglianza e memorie collettive. Con «2 Lizards» (2020), serie animata realizzata durante la pandemia, Bennani e Barki raccontano l’esperienza dell’isolamento a New York attraverso due avatar antropomorfi, mescolando ironia, cultura pop e linguaggi digitali. Shani presenta invece «My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be» (2023-26), visione speculativa tra fantascienza e dimensione onirica che esplora temi di corporeità collettiva, amore e trasformazione politica.
La mostra, intitolata «If All Time Is Eternally Present» (citazione dai Four Quartets, 1943, di T. S. Eliot) propone dal 9 maggio al 7 giugno le opere come «letture soggettive» del presente, capaci di mettere in tensione passato e futuro. Il progetto crea così una continuità tra le ricerche delle artiste e l’eredità di Pier Luigi Nervi, la cui architettura traduceva in forma visibile le logiche strutturali della costruzione.
Promossa dalla Pier Luigi Nervi Foundation con il supporto esclusivo di Bottega Veneta, l’iniziativa è Evento Collaterale della Biennale Arte di Venezia e inaugura un ciclo dedicato al dialogo tra pratiche artistiche e ambiente costruito. In questo scenario, il Palazzo veneziano, raro esempio di modernismo veneziano completato nel 1972, torna ad essere un dispositivo critico: un luogo in cui la città storica si confronta con immaginari globali e con le possibilità di un nuovo spazio pubblico dell’arte.
Uno still dal video «A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror», 2025, di Kandis Williams. Courtesy the Artist. © Kandis Williams
Uno still dal video «My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be», 2023-26, di Tai Shani. Courtesy of the Artist. © Tai Shani