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L’esposizione con 23 opere dell’artista americano si inserisce nel programma «L’Arte Salva l’Arte» dell’Abbazia, che da anni rilancia il dialogo tra Chiesa e contemporaneità
- Alessia De Michelis
- 30 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Barry X Ball, «Mirrored Buddha Herms», 2018-23
Tra tecnologia e memoria: Barry X Ball porta l’arte contemporanea nella Basilica di San Giorgio Maggiore
L’esposizione con 23 opere dell’artista americano si inserisce nel programma «L’Arte Salva l’Arte» dell’Abbazia, che da anni rilancia il dialogo tra Chiesa e contemporaneità
- Alessia De Michelis
- 30 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNella Basilica di San Giorgio Maggiore l’arte contemporanea torna a interrogare lo spazio sacro con «The Shape of Time», ampia retrospettiva dedicata a Barry X Ball, visitabile dal 9 maggio al 22 novembre, parallelamente alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Promossa dall’Abbazia di San Giorgio Maggiore, l’esposizione si inserisce nel programma «L’Arte Salva l’Arte», che da anni rilancia il dialogo tra Chiesa e contemporaneità.
Al centro del progetto vi è la riflessione sul rapporto tra tecnologia e memoria: Ball, nato a Pasadena nel 1955 e attivo a New York, utilizza scansioni 3D, modellazione digitale e lavorazioni manuali iper-dettagliate per reinventare la tradizione figurativa. Emblematico è il confronto con Medardo Rosso: grazie a una campagna di digitalizzazione realizzata nel 2012 con UnoArte, l’artista ha trasformato dati scientifici in nuove sculture, capaci di trattenere l’aura originaria e insieme di superarla.
Curata da Bob Nickas, la mostra riunisce 23 opere, molte inedite, articolate in cinque nuclei disseminati nella Basilica. Tra questi, i Buddha in pietra, disposti in forma cruciforme nella sagrestia, instaurano un dialogo ecumenico tra iconografie, mentre il ciclo dei «Capolavori» rilegge modelli storici come la «Pietà Rondanini» di Michelangelo attraverso materiali preziosi e interventi digitali. Spicca inoltre «Pope Saint John Paul II», monumentale ritratto in argento e oro realizzato con Damiani, esito di dodici anni di lavoro. Il percorso include anche opere giovanili come «Largen 1 (Before / After Giotto)» e il manoscritto scultoreo «The Word», commissionato dalla comunità benedettina.
Distribuite tra navata, transetto e coro, le sculture instaurano un confronto serrato con l’architettura palladiana, ridefinendo il concetto stesso di tempo nella scultura: non più linea, ma stratificazione di storia, tecnica e spiritualità.