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Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliL’area archeologica di Vetulonia Scavi Città ritorna alla Direzione Regionale Musei della Toscana, dopo l’affidamento che dal 2015 ha visto il Comune grossetano di Castiglione della Pescaia responsabile della manutenzione ordinaria e dunque dell’apertura al pubblico. Si tratta della porzione di abitato etrusco portata alla luce tra 1893 e 1896 da Isidoro Falchi, scopritore di Vetulonia cui è dedicato l’omonimo museo, e databile tra il III e la metà del I secolo a.C.
L’area è stata recentemente implementata da campagne di scavo realizzate in collaborazione con la competente Soprintendenza. Come precisa la sindaca Elena Nappi, «la riconsegna avviene all’indomani dell’assegnazione alla Direzione dei Musei di importanti risorse destinate alla valorizzazione e riqualificazione delle aree archeologiche, che possono però essere investite solo se gli scavi sono gestiti direttamente dal proprietario».
La Direzione Regionale è dunque chiamata ad attuare interventi di manutenzione straordinaria che, come afferma la direttrice dell’area archeologica Susanna Sarti, saranno volti a «un complesso progetto di restauro dei monumenti, del verde e dell’illuminazione allo scopo di valorizzare il sito archeologico. Il primo intervento partirà proprio da Scavi Città, all’ingresso del paese, ma vorremmo rendere fruibile e accessibile l’intera area attraverso un percorso continuo che raggiunga anche i siti più piccoli passando per la tomba del Belvedere, i tumuli della Pietrera e del Diavolino, quest’ultimo attualmente monitorato dall’Università di Firenze per verificarne la stabilità strutturale». Il progetto è affidato all’architetto Alessandro Nocentini, che promette particolare attenzione agli aspetti ambientali e paesaggistici.
Particolare dell’interno della tomba del Belvedere. © Cortesia Musei di Maremma
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