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Veduta dell’installazione di Arjan Shehaj

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Veduta dell’installazione di Arjan Shehaj

Rusconi torna in Engadina

All’Art Week svizzera l’Art Project Maistra 21 nella Gallaria Sonne e alcune new-entries nel progetto Bite&Go

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Completata in ogni sua parte con l’inaugurazione della nuova «rampa» dedicata all’arte e al design, la Gallaria Sonne di Silvaplana rinnova il fortunato sodalizio con Art Project Maistra 21 e con Bite&Go, i due progetti di Nicoletta Rusconi che hanno debuttato in questi stessi spazi nel febbraio 2023.

Per l’Art Week engadinese 2024, Art Project Maistra 21 presenta una mostra di importanti lavori fotografici, opera di Gianluigi Colin, Mario Cresci, Patrizia Della Porta, Mario Giacomelli, Francesco Pignatelli, Alessandra Spranzi, Pio Tarantini, Davide Tranchina e Silvio Wolf, mentre Bite&Go, il progetto internazionale itinerante (che qui ha trovato una sua prima «casa») propone nelle sue vetrine numerose novità (opening il 23 febbraio, sino al 23 marzo).

Pensato da Nicoletta Rusconi per promuovere opere uniche e inedite di artisti emergenti, mid-career ed established, tutte di piccolo e medio formato e tutte a prezzi accessibili, Bite&Go ha puntato da subito sull’unicità e sulla qualità dei «piccoli pezzi» presentati, selezionati dall’ideatrice, che è una collezionista di lunga data e che nel 2003 ha fondato a Milano, in corso Venezia 22, la galleria «Fotografia Italiana», per dieci anni punto di riferimento per l’arte contemporanea e per l’allora esordiente collezionismo di fotografia d’arte in Italia.

Insieme, Art Project Maistra 21 presenta l’installazione avvolgente di Arjan Shehaj (Albania, 1989), formata da due grandi tele laterali e da una, gigantesca (450 centimetri di base), centrale, tutte candide e tutte tramate da fluidi segni neri che s’infittiscono e si dilatano e che, nel cuore di quella centrale, si aprono per lasciare spazio a una sorta di squarcio di luce.

Dell’artista cileno Jaime Poblete (1981) sono esposti i lavori tessili generati dalla fusione tra il pensiero sciamanico e la lezione dei maestri del minimalismo: tessuti pittorici che Poblete piega e cuce con un atto performativo, facendone dei contenitori di qualche entità misteriosa.

Straordinariamente suggestivi, poi, i lavori della giovane artista ucraina Alissa Marchenko (1989), che intreccia, a maglie larghissime, dei grandi bozzoli: dei «nidi» sospesi intitolati «Memory Cocoons», fatti di erbe e fiori raccolti nei suoi viaggi e lasciati seccare, con cui dà vita a sculture lievissime, mosse e animate dal semplice passaggio dei visitatori.

Leggi anche:
La nuova I.D.E.A. di Nicoletta Rusconi

Veduta dell’installazione di Arjan Shehaj

Ada Masoero, 21 febbraio 2024 | © Riproduzione riservata

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