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Jenny Dogliani
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Tracciare una pietra su uno sfondo monocromo dà luogo a un’immagine semplice, ma in realtà è il risultato di un’operazione complessa che svela l’essenza della forma, del colore e del gesto pittorico. Nascono così i lavori di Rosario Vicidomini, esposti da Burning Giraffe Art Gallery fino al 3 giugno.
Il giovane artista salernitano residente ad Amburgo, classe 1986, presenta una ventina di dipinti a olio frutto di una sintesi di freddezza minimalista e foga espressionista. Al centro una pietra, piccola o molto grande; i contorni sono netti, ma all’interno il pigmento scorre come un magma generando tensioni e contrasti chiaroscurali tali da creare una similitudine tra le forze vulcaniche da cui nascono le rocce e il tumulto interiore all’origine del gesto artistico. Sullo sfondo il colore è uniforme, non vi è traccia di pennellata, né il minimo accenno alla profondità e alla prospettiva.
Talvolta l’artista sostituisce i sassi con dei vasi geometrici sommariamente decorati; allora lo sfondo si divide in una zona più chiara e una più scura, trasformandosi in superficie d’appoggio. Ciò che si verifica ai margini delle figure è sempre un tentativo di manipolare lo spazio, di piegare l’apparenza all’immaginazione, di mediare quella lotta tra razionalità e istinto che domina tutta l’opera di Vicidomini.
Jenny Dogliani
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