Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliLa Collezione della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea è nata a Torino nel 2000 con l’acquisizione di due nuclei: quello dell’Arte povera (acquisito da Margherita Stein) e quello della Transavanguardia. Oggi conta circa 900 opere di 300 artisti, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro, attestandosi tra le più grandi e importanti raccolte d’arte private a livello internazionale. Da sempre in comodato a Castello di Rivoli e Gam, ha una regola ferrea alla quale non ha mai rinunciato: essere totalmente a disposizione del pubblico.
Vero polmone del sistema dell’arte contemporanea torinese, la Fondazione CRT sostiene da sempre istituzioni, gallerie, mostre e molti appuntamenti. Tra le varie collaborazioni quella con Artissima, che supporta da tantissime edizioni foraggiando la propria collezione con l’acquisto di opere scelte negli anni tra gli stand da direttori e curatori dei due musei cui sono destinate. Cinque di queste opere sono oggetto della mostra a cura di Luigi Fassi «Dove finiscono le tracce», un percorso itinerante in cinque sedi del centro storico, visibile fino al 12 novembre. Un dialogo tra la storia e l’architettura della città e i grandi temi che attraversano opere e autori iconici della creatività contemporanea.
Nel cortile di Palazzo Perrone Fondazione CRT, Francesco Gennari presenta «Contrazione della metafisica n. 2» (2007), raffinata scultura in lucido marmo bianco, espressione di una ricerca metafisica, intimista e minimalista, una sorta di autoritratto in forma astratta. Nella Corte medievale di Palazzo Madama c’è «Failed States» (2011) di Peter Friedl, costituito da venti bandiere cucite insieme, una decostruzione formale del concetto di opera d’arte e nel contempo anche una decostruzione ideologica: venti Stati in ordine alfabetico tra cui alcuni che non esistono.
Nel Cortile del Museo del Risorgimento, Cally Spooner presenta «Soundtrack for a Troubled Time» (2017), opera audio in cui un performer conta affannato in spagnolo una sequenza di numeri interrotto da secchiate d’acqua, mentre riecheggia il colpo secco di una mazza da golf. Un tentativo (fallito?) di emancipazione e resilienza. Nell’ingresso del Teatro Carignano «City of Moscow (Map: Geodetic Bureau for the planning of the city of Moscow), 1940» (2009), di William Kentridge, una mappa progettuale della città di Mosca del 1940, anno del trattato di pace che pose fine alla guerra d’inverno.
Sulla mappa di Mosca si erge potente e drammatica l’immagine di un possente cavallo nero, simbolo di autorità e di potere. Nella sala del caminetto del Teatro Regio, Simon Starling propone «Four Thousand Seven Hundred and Twenty Five (Motion Control/Mollino)» (2007), film digitalizzato e proiettato in loop che analizza il rapporto tra oggetto e opera d’arte partendo da un’iconica sedia realizzata nel 1948 dal designer e architetto torinese Carlo Mollino.
«City of Moscow (Map: Geodetic Bureau for the planning of the city of Moscow, 1940» (2009) di William Kentridge. © l’artista
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dall’eredità dell’Arte Povera alle ricerche più recenti, la scultura dà consistenza alla memoria, alla vulnerabilità dei corpi e alle tensioni della storia. Tra gli stand di Torino, la materia diventa una presa di posizione
Quattro opere per quattro profumi. In occasione di Artissima debutta la collaborazione tra Olfattorio Bar à Parfums e Il Giornale dell’Arte–Allemandi Editore. Si chiama «OLFATTORIO X L'ARTE: Forme invisibili», è un progetto di ricerca più mostra, ideato da Nicola Zanella e curato da Judith Ccasa Caceres, realizzato grazie ad Alessandro Moretti, Marcello Moretti e Luli Gaidano, titolari di Olfattorio. È visibile fino a domenica primo novembre ad Artissima all’Oval, nello stand di Allemandi, e nella boutique Olfattorio Bar à Parfums di piazza Bodoni 4/F fino al 9 novembre
Dalla nascita del celebre pseudonimo all’impegno in Indocina, una retrospettiva a Saluzzo ripercorre la carriera del fotografo attraverso 100 scatti dell’International Center of Photography di New York
All’Oval di Torino torna la fiera d’arte contemporanea con 183 gallerie da 35 Paesi. Sette sezioni, progetti speciali e collaborazioni con le istituzioni cittadine, con uno sguardo rivolto alle nuove geografie dell’arte contemporanea e all’Asia



