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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliFino all’11 febbraio 2024 la Maison Européenne de la Photographie (Mep) accoglie, nei suoi locali dello Studio, la mostra «Dissonance», prima personale in un’istituzione francese di Senta Simond. L’artista e fotografa svizzera, 35 anni, presenta per la prima volta a Parigi il suo nuovo, ultimo, progetto, un dittico che mescola video, fotografia e per la prima volta musica.
Senta Simond, che è nata a Ginevra, ma vive e lavora a Parigi, dopo aver completato gli studi universitari di Estetica e Teoria del Cinema, ha ottenuto un master all’Ecal, la prestigiosa scuola d’arte di Losanna. Diventata fotografa di moda, nel 2018, in pieno #MeToo, si è fatta notare per il progetto «Rayon vert», iniziato nell’ambito degli studi all’Ecal e pubblicato dal gallerista e editore di Berlino Kominek. Un lavoro incentrato sul corpo della donna e il rapporto con la pelle, che poneva la questione della nudità e della sessualità con un approccio minimalista, libero dallo sguardo maschile e patriarcale. Il nome del progetto riprendeva il titolo di un romanzo di Jules Verne del 1882 e faceva riferimento a quel fenomeno ottico, piuttosto raro, detto appunto raggio verde, che si può notare al tramonto, o all’alba, e che consiste in una leggera e fugace fascia di colore smeraldo intorno al sole. L’ultimo lavoro, «Dissonance», presentato a Parigi, può essere considerato la sua continuazione.
Senta Simond torna dunque ad interessarsi al rapporto tra l’artista e il suo modello. Ma mentre in «Rayon vert» protagoniste erano diverse donne, per lo più amiche e conoscenti dell’artista, «Dissonance» è un «dialogo» tra due giovani donne che non si sono mai viste, una ballerina ucraina e un’arpista irlandese. Nell’installazione si mescolano gli scatti, in bianco e nero e a colori, realizzati da Senta Simond alle sequenze video che le due giovani donne hanno realizzato e improvvisato su richiesta dell’artista. Come spiega la Mep, «privilegiando un approccio intimo, e concentrandosi su primi piani e inquadrature sfalsate, Senta Simond cattura le sfumature in gesti ed espressioni fugaci. Ne risultano immagini sensibili e misteriose, che esplorano il tema dell’interconnessione umana, invitandoci a immergerci nella scena».
Luana De Micco
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