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La vetrata Vivarini

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La vetrata Vivarini

I colori della Vetrata Vivarini

L'intervento sulla «fenestra magna» alta 17 metri nel transetto della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia ha lasciato emergere interessanti dettagli

Veronica Rodenigo

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È composta da 5.700 tessere vitree legate a piombo la vetrata policroma alta 17 metri nel transetto destro della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Realizzata nel 1510 dal vetraio muranese Giannantonio Laudis su un precedente cartone di Bartolomeo Vivarini per il registro superiore e su un cartone cinquecentesco di Gerolamo Mocetto per il registro inferiore, l’opera è comunemente nota coma la Vetrata Vivarini.

Smontata e rimontata durante i due conflitti, la «fenestra magna» era stata restaurata negli anni ’70 e ’80 ma, causa il recente stato di avanzato degrado (deformazioni, fratture, caduta di tessere vitree, perdita della pellicola pittorica), è stato necessario intervenire con pulitura, smontaggio e ripristino delle parti ammalorate, integrazioni delle tessere vitree e del telaio di sostegno.

All’esterno un’apposita controvetrata di protezione contrasta l’azione di fenomeni atmosferici. L’intervento (2 anni e 600mila euro) ha lasciato emergere interessanti dettagli come l’immagine dipinta all’interno della matrice del vetro al di sotto della perduta grisaille.

La vetrata Vivarini

La vetrata Vivarini

Veronica Rodenigo, 17 settembre 2021 | © Riproduzione riservata

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I colori della Vetrata Vivarini | Veronica Rodenigo

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