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Redazione
Leggi i suoi articoliAlessandro Pessoli (Cervia, 1963) si diploma nel 1989 all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 1992 si trasferisce a Milano dove vive fino al 2008. L’anno seguente si sposterà poi a Los Angeles. Pessoli è un artista che ha utilizzato molti medium ed in ognuno di questi, possiamo dire, ha lasciato un pezzo di sé.
Dipingendo fin da quando era bambino, ha utilizzato il ricamo negli anni ’90, con richiami evidenti ad Alighiero Boetti, Joseph Beuys, ai teschi di Enzo Cucchi, e all’estetica fredda di Rosemarie Trockel. «Usavo testi come “Arbeit macht frei”, oppure frasi come “Poco Mangiare”, dove mi riferivo al razzismo nei confronti dei primi extracomunitari. Sono lavori colorati, piacevoli, ma con un messaggio opposto, greve, cupo, ossessivo. Il risultato era una sorta di espressionismo trattenuto, in fondo come adesso».
Arrivano poi gli anni della completa formazione, gli ’80 ed i ’90, dove inizia a fare breccia nella sua poetica la potenza narrativa della figurazione. Ci sono molte atmosfere che trapassano nel lavoro di Pessoli: esiste un periodo nel quale l’artista usa la candeggina sull’inchiostro, cosa che gli permetteva di creare figure fantasmatiche, destinate a sparire in aloni luminescenti.
Successivamente, nel corso degli anni Duemila, le figure divengono più stabili e vagamente materiche, iniziano a comparire olio, smalto, vernice spray. La sua figurazione non è mai stata esatta od essenziale, quanto piuttosto un sovrapporsi di fasi che provocano forzature ed ampliamenti dei livelli di lettura dell’opera. Nel tempo, dal suo arrivo a Los Angeles, iniziano ad inserirsi nei lavori elementi di cruda realtà: marche di gelati, birre, scarpe, frutta, cibo, occhi, bocche, organi sessuali, pistole, sino ai disegni fatti dai suoi figli, ricopiati sulla tela.
Il lavoro di Pessoli così, al netto di tutte le sue contaminazioni che ci portano a spasso per il lavoro e per il nostro background culturale, parla innanzitutto della pervicace e resiliente resistenza della figurazione e della figura umana, che, benché alterata, resiste sulla tela, sulla pelle dell’opera, e ci interroga.
Tra le mostre personali, quelle al Drawing Center, New York; al MAN Museo d’Arte della Provincia di Nuoro; alla Triennale di Milano; al Nouveau Musée National de Monaco; al Museum of Modern Art di San Francisco; alla 53esima Biennale di Venezia; alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.
Alessandro Pessoli
• Nino Mier Gallery
• Xavier Hufkens
• Zero…
• Opere € 10.000 – 30.000
CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021
Alessandro Pessoli
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