Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Pochi artisti, come Andy Warhol, hanno saputo interpretare con tanta lucidità e acutezza lo Zeitgeist del ’900, creando, come fece lui con i propri lavori, una sorta di trattato di sociologia per immagini del loro tempo. Una quindicina di sue opere, scelte fra i soggetti che sono diventati nel mondo intero autentiche icone, è in mostra fino al 17 marzo da Allegra Ravizza (via Nassa 3A).
Nella rassegna sfilano, tra gli altri, esempi delle arcinote «Campbell’s» e delle «Jackie», simboli entrambi del consumismo degli anni Sessanta (nel caso di Jackie Kennedy, del «consumismo del dolore» dopo la morte di John Kennedy, condiviso dai media nel mondo intero).
Attratto dall’alta società e dal glamour, da lui inseguiti e cercati caparbiamente, quasi a riscatto della misera infanzia di orfano d’un immigrato slovacco, Warhol (1928-87) iniziò da disegnatore pubblicitario e ben presto lavorò per testate come «Vogue» e «Glamour». Subito fortunate, sin dagli anni Cinquanta, furono le sue pubblicità di scarpe, da cui avrebbe tratto disegni di vezzose, stravaganti scarpette, intitolate a celebrità del tempo: un tema, questo, che gli era caro, tanto da riprenderlo negli anni Ottanta, quando realizzò delle serigrafie (in mostra) nelle quali componeva gruppi di scarpe disponendole come elementi di nature morte.
Altri articoli dell'autore
«Dopo le grandi manovre» del primo e «Struttura modulare» del secondo sono stata recentemente acquisite dal museo di Gallarate tramite due diversi bandi del Ministero della Cultura
Il Mac-Museo d’Arte Contemporanea presenta la prima mostra monografica museale dell’artista italo-brasiliana, vincitrice del Premio Lissone nel 2021
La nuova pittura di Marco Petrus trasforma l’architettura in movimento, tra Futurismo, visioni digitali e percezioni instabili
Dal 21 maggio disegni, progetti, fotografie d’epoca, appunti e schizzi autografi, fotografie private, cartoline e video saranno disponibili al pubblico in tre sale della dimora milanese, da lui progettata nella prima metà del Novecento


