Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliPoche artiste hanno saputo trasformare una ricerca tanto radicalmente personale in un linguaggio capace di imporsi nell’immaginario collettivo. Yayoi Kusama appartiene a questa categoria. La sua ricerca, lunga oltre sette decenni, ha fatto della ripetizione, del punto, della rete e dell’infinito gli elementi di una grammatica inconfondibile, attraversando pittura, scultura, installazione, performance e letteratura. Dai lavori degli anni Cinquanta alle grandi installazioni immersive, Kusama ha progressivamente dilatato i confini tra esperienza individuale e spazio collettivo.
Anche il mercato, come parte del sistema, conferma la centralità raggiunta da Kusama sulla scena internazionale. Hong Kong è oggi una delle principali piazze per le opere dell’artista, che nella città asiatica nel 2025 ha concentrato il 46,1% dei lotti venduti all’asta. La pittura resta il suo segmento più forte, con il 68,5% delle opere aggiudicate. Nell'ultimo anno, complessivamente, le vendite hanno raggiunto 46,35 milioni di euro, portando Kusama al 25° posto nella classifica mondiale.
A concentrare le quotazioni più elevate sono soprattutto le opere nelle quali si riconoscono i nuclei fondativi del suo linguaggio: le tele degli anni Cinquanta e le zucche, divenute una delle immagini-simbolo della sua produzione. Questi i cinque maggiori risultati.
«Untitled (Nets)» (1959), 10,5 milioni di dollari, Phillips New York, 2022
«A Flower» ( 2014), 10 milioni di dollari, Christie’s Hong Kong, 2023
«Pumpkin (LPASG)» (2013), 8,03 milioni di dollari, Christie’s Hong Kong, 2021
«Pumpkin (L)» (2014), 7,98 milioni di dollari, Sotheby’s Hong Kong, 2023
«Interminable Net #4» (1959), 7,9 milioni di dollari, Sotheby’s Hong Kong, 2019
Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il 2026 riaccende l’attenzione sull’autore americano, dalla rilettura museale al Guggenheim Bilbao e un mercato che continua a premiare i suoi lavori più storici
Chissà che un altro grande colpo non venga battuto nell’ultima attesa parte della vendita dedicata alla collezione di Dorothy Lichtenstein, in programma a novembre a New York
Dopo Nara Roesler e Hauser & Wirth, una nuova chiusura intensifica la fase di cambiamento, ma non ridimensionamento, di un quartiere storico per l'arte cittadina
Il primo semestre 2026 chiude con un +47% del fatturato, ma la crescita è trainata quasi esclusivamente dai capolavori del Novecento e del dopoguerra. Il contemporaneo scende all’11% e conferma una fase di rallentamento



