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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliUn nuovo e ulteriore ritrovamento di importanza rilevante è emerso durante i lavori di restauro della pavimentazione di piazza San Marco a Venezia, finanziati dal MiC (circa due milioni e 700mila euro) e iniziati a marzo dello scorso anno. Nell’area della piazzetta adiacente al Palazzo Ducale, «a pochi centimetri di profondità, sono stati trovati i resti di quella che sembra essere una torre, ma saranno necessarie verifiche e altri studi per confermare questa ipotesi, spiega Sara Bini, funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Venezia e della Laguna e direttrice scientifica dello scavo.
La struttura è precedente alla fine del XIII secolo, come hanno confermato le analisi stratigrafiche. È di forma quadrangolare, più di quattro metri per lato, ed è costruita in laterizi di nuova produzione, quindi che hanno comportato una spesa economica ingente, adeguata a un edificio di grande importanza. Da precedenti carotaggi effettuati nel 2018, si desume che la fondazione abbia una profondità di 170 centimetri, al di sotto dei quali è sostenuta da pali di legno: si tratta di una fondazione considerevole, destinata a reggere quindi un peso notevole di un edificio di altezza elevata.
L’ipotesi, continua l’archeologa, è che tale struttura sia la prima prova tangibile di un castrum precedente alla costruzione di Palazzo Ducale e alla sistemazione rinascimentale della piazza, della cui esistenza si è tramandata notizia attraverso documenti, ma finora nessun ritrovamento materiale concreto ne ha confermato la presenza. I resti potrebbero quindi rappresentare la base di una torretta di avvistamento e sarebbero i primi, veri e stratigraficamente confermati, di un edificio precedente a Palazzo Ducale. Una scoperta impegnativa, pur se in attesa di conferma: per il momento manteniamo una certa cautela».
Un ritrovamento giudicato «straordinario perché aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza della storia di Venezia». Il prossimo saggio è previsto nei pressi del campanile di San Marco nell’area già indagata da Giacomo Boni e Federico Berchet nella seconda metà del XIX secolo. La fine dei lavori, che procedono per piccoli cantieri mobili, è prevista a metà del 2025.
Camilla Bertoni
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