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Donata Lazzarini, «Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina»

Foto © Robert Goodman

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Donata Lazzarini, «Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina»

Foto © Robert Goodman

L’utopia di Donata Lazzarini all’Orto Botanico di Palermo

Il progetto, nato a partire da una riflessione su una specie botanica estinta in natura di cui si conserva qualche esemplare maschio, consiste in un’installazione diffusa dell’artista veronese che riflette sulle conseguenze del depauperamento della biodiversità

Camilla Bertoni

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«Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina» è il titolo, ironico, ispirato all’Orlando di Virginia Woolf, della mostra con cui l’artista veronese Donata Lazzarini ha dato forma di installazione diffusa nell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Palermo (via Lincoln 2, fino al 20 ottobre) al progetto «Celibi. Storia di una migrazione botanica». Comprendendo anche un convegno scientifico internazionale sulla tutela della biodiversità, il progetto è nato a partire da una riflessione su una specie botanica estinta in natura, Encephalartos Woodii, di cui si conserva qualche esemplare negli orti botanici, solo maschio: non è stato infatti rinvenuto alcun esemplare femminile. «L’intero progetto, spiega la curatrice Maria Rosa Sossai, si è sviluppato intorno all’idea di rendere visibili le conseguenze del depauperamento della biodiversità attraverso i linguaggi dell’arte, della ricerca scientifica e dell’educazione chiamate a raccolta, proponendo una riflessione critica sulle trasformazioni della biodiversità e sulle possibilità, reali e immaginarie, di riscriverne il destino». Il progetto è stato sostenuto dal Pac-Piano per l’Arte Contemporanea 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e commissionato da Unipa Heritage Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo.

Nell’Orto botanico, fondato alla fine del Settecento, il più ricco d’Italia e tra i primi in Europa con la sua collezione composta da oltre 12mila specie di piante viventi su circa 10 ettari, esiste un ibrido di Encephalartos natalensis, la specie più prossima all’originaria pianta sudafricana scoperta nel 1895 dal botanico inglese John Medley Wood. La mostra, dislocata tra le teche storiche dell’Herbarium e la facciata vetrata della serra delle Cactacee, tra scultura e disegno, «dà forma a una visione, un’utopia, spiega la stessa artista, docente all’Accademia di Brera, che molti scienziati cercano di portare in vita». Le sculture, immaginifiche, in ceramica e porcellana bianca, sono dislocate tra i reperti dell’Herbarium, dando una forma inventata ai possibili strobili femminili della pianta, cioè le infiorescenze che ne determinano il sesso. Le forme ibride, sorta di connessione tra pigne, grappoli e corolle, sono state ottenute dall’elaborazione digitale di illustrazioni botaniche e sculture antiche, realizzate tramite tecniche di modellazione e stampa 3D. Con una scelta espressiva in chiave antimonumentale, Lazzarini ha poi trasformato il percorso della sua ricerca in un lavoro site specific sulla serra: l’immaginazione ha creato un arabesco, stampato su vetrofanie, che si srotola lungo le tappe di un discorso fantastico tra scienza e narrazione artistica, toccando tre nuclei tematici principali: la ricostruzione storica della migrazione della pianta, la sterilità maschile e il tema del celibato, in dialogo con l’opera «La sposa messa a nudo dai suoi stessi celibi» di Marcel Duchamp, infine il cambio di sesso in botanica, sia attraverso pratiche di ibridazione sia tramite tecnologie di ingegneria.

Il linguaggio scelto da Lazzarini dialoga con la trasparenza della serra e con i riflessi di luce che brillano tra le specie vegetali dell’Orto botanico. Al public program hanno preso parte anche Laura Cinti, artista britannica, ricercatrice e cofondatrice di C-Lab, collettivo con sede a Londra che unisce arte, scienza e tecnologia, e Caterina Strafalaci, cofondatrice di «Radici. Piccolo Museo della Natura». Completa il progetto un manifesto dedicato al tema della de-estinzione botanica, o revivalismo della specie: un processo che, grazie alle biotecnologie, mira a riportare in vita organismi estinti, nonostante l’ecosistema si sia ormai adattato alla loro assenza.

Donata Lazzarini, «Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina». Foto © Robert Goodman

Camilla Bertoni, 18 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

L’utopia di Donata Lazzarini all’Orto Botanico di Palermo | Camilla Bertoni

L’utopia di Donata Lazzarini all’Orto Botanico di Palermo | Camilla Bertoni