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Vasilij Kandinskij, «Curva dominante», aprile 1936, Museo Solomon R. Guggenheim, New York (Solomon R. Guggenheim Founding Collection)

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Vasilij Kandinskij, «Curva dominante», aprile 1936, Museo Solomon R. Guggenheim, New York (Solomon R. Guggenheim Founding Collection)

La collezionista Peggy Guggenheim nacque a Londra

La cocuratrice Gražina Subelytė parla della prima mostra museale che a Venezia illustra l’esperienza londinese della mecenate con la galleria Guggenheim Jeune attiva dal 1938 al 1939

Camilla Bertoni

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Dal 25 aprile al 19 ottobre la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenta «Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista», la prima e più ampia mostra realizzata in ambito museale dedicata all’esperienza londinese di Peggy Guggenheim e alla sua prima galleria, Guggenheim Jeune, attiva al 30 di Cork Street tra il 1938 e il 1939. Abbiamo intervistato Gražina Subelytė, della Collezione Peggy Guggenheim, curatrice della mostra insieme a Simon Grant

Iniziamo da quando fu fondata la prima galleria di Peggy Guggenheim a Londra: da che cosa nasceva il progetto?
La prima galleria di Peggy Guggenheim a Londra, Guggenheim Jeune, apre nel gennaio 1938 al numero 30 di Cork Street e rimane attiva fino al giugno 1939. Il progetto nasce dal suo crescente interesse per l’arte contemporanea e dal desiderio di sostenere l’avanguardia in un momento in cui le istituzioni londinesi mantengono un atteggiamento prevalentemente conservatore. Insieme ad altre gallerie come la Mayor Gallery e la London Gallery, Guggenheim Jeune si afferma come un’alternativa radicale, contribuendo a mettere in discussione le norme artistiche consolidate. In quest’impresa Guggenheim trae ispirazione anche dal suo ambiente di amicizie: la sua amica Peggy Waldman, ad esempio, le suggerisce di dedicarsi all’apertura di una galleria d’arte, mentre lo scrittore irlandese Samuel Beckett la incoraggia a sostenere l’arte contemporanea perché è «una cosa viva».

Quale fu il significato di quell’esperienza che ora la Collezione Peggy Guggenheim ha scelto di omaggiare raccontando gli esordi della collezionista?
L’esperienza londinese rappresenta un momento cruciale nella formazione dell’identità di Peggy Guggenheim come mecenate e collezionista. La galleria diventa un punto di riferimento per l’arte d’avanguardia in Gran Bretagna: è qui che Guggenheim acquista alcune delle prime opere della sua collezione e inizia a elaborare l’idea di un museo di arte moderna. Questo periodo è rimasto a lungo meno esplorato, perché l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle esperienze successive, come la galleria-museo Art of This Century a New York e gli anni veneziani. Noi, tuttavia, ci interessiamo da tempo alla stagione londinese: due nostre mostre sono state dedicate ad artisti esposti da Guggenheim Jeune, Rita Kernn-Larsen nel 2017 e Jean Cocteau nel 2024. Proprio la mostra di Cocteau inaugurò la galleria nel 1938, mentre Kernn-Larsen fu la prima artista surrealista a cui Guggenheim dedicò una mostra. Insieme al cocuratore Simon Grant abbiamo quindi ricostruito con maggiore precisione questa stagione grazie a ricerche archivistiche e all’individuazione delle opere originariamente esposte nella galleria.

Rita Kernn-Larsen, «Oltre lo specchio», 1937, Danimarca, Kunstmuseet i Tonder

Piet Mondrian, «Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938», 1938-39, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York)

A quali correnti e artisti diede spazio la galleria e come influenzò la scena artistica locale?
La galleria concentra la propria programmazione soprattutto sull’astrazione e il Surrealismo. Guggenheim presenta per la prima volta in Gran Bretagna mostre dedicate ad artisti astratti come Vasilij Kandinskij e a surrealisti quali Kernn-Larsen, Wolfgang Paalen e Yves Tanguy. Accanto a figure internazionali, Guggenheim sostiene anche artisti britannici come John Tunnard, Grace Pailthorpe e Cedric Morris, contribuendo a promuovere una scena artistica aperta alla sperimentazione. In un contesto istituzionale ancora prudente, la galleria diventa così una piattaforma fondamentale per introdurre il pubblico londinese ai linguaggi dell’avanguardia.

Quali furono le mostre più significative a cui Peggy Guggenheim diede vita in quel periodo? 
Tra le esposizioni più significative vi è la retrospettiva dedicata a Kandinskij nel 1938, la prima nel Regno Unito. Grande rilievo ebbe anche l’Exhibition of Contemporary Sculpture, che suscitò scalpore introducendo al pubblico londinese forme astratte di artisti come Jean Arp, Sophie Taeuber-Arp e Henry Moore. Fu inoltre presentata la prima rassegna britannica dedicata al collage moderno. Non mancarono le mostre surrealiste, fondamentali per la diffusione del Surrealismo, e un’esposizione sull’arte dei bambini, che vide per la prima volta in pubblico un’opera di Lucian Freud, riflettendo l’interesse di Guggenheim per forme di creatività spontanee.

Da chi era supportata nella conduzione della galleria e quanto fu importante per lei quell’esperienza?
Sebbene Guggenheim fosse il motore del progetto, la gestione quotidiana della galleria fu affidata a Wyn Henderson, unica dipendente, che trovò lo spazio in Cork Street, ideò il nome della galleria e progettò la sua identità grafica. Intorno a Guggenheim gravitava inoltre una cerchia di figure come Roland Penrose, Herbert Read, Mary Reynolds e Marcel Duchamp, che l’aveva introdotta alle correnti dell’astrazione e del Surrealismo. L’esperienza londinese si rivelò decisiva nel definire il ruolo di Peggy Guggenheim nella promozione dell’arte moderna.

Come si sviluppa la mostra e come viene ricostruita l’esperienza londinese?
La mostra riunisce per la prima volta numerose opere esposte nella galleria, insieme ad altre dello stesso periodo e a materiali d’archivio, come cataloghi e inviti. Singole sale sono dedicate a specifiche mostre organizzate da Guggenheim, permettendo di ricostruirne il contesto. Il pubblico può così scoprire non solo artisti modernisti acclamati come Kandinskij e Barbara Hepworth, ma anche figure all’epoca meno note, come Marie Vassilieff, creatrice delle «bambole artistiche» e punto di riferimento per una pratica artistica transdisciplinare.

Perché poi il progetto di Peggy si spostò in Italia e quando fu importante aver prima lavorato a Londra e aver costruito una rete di relazioni con artisti e galleristi?
Lo scoppio della Seconda guerra mondiale e il mutato contesto politico europeo interruppero il progetto londinese, compreso il sogno di fondare in città un museo di arte moderna. L’esperienza londinese fu tuttavia decisiva: permise a Guggenheim di costruire una rete internazionale di artisti e critici che confluirà nelle iniziative successive, prima con la galleria Art of This Century a New York e poi con la creazione del museo veneziano, dove la sua collezione trovò una sede permanente. A testimonianza dell’importanza dell’Inghilterra nella sua vita, in un’intervista del 1976 Guggenheim dichiarò: «Sono innamorata di Venezia da cinquant’anni. Se non vivessi qui, vivrei nella campagna inglese».

Gisèle Freund, «Herbert Read e Peggy Guggenheim», 1939 (stampata nel 1977), Archivio Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Acquisto grazie a Ikona. Foto Gallery, Venezia, 1988

Camilla Bertoni, 23 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

La collezionista Peggy Guggenheim nacque a Londra | Camilla Bertoni

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