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Una veduta di Palazzo Grimani a Venezia

Foto tratta da Wikipedia, CC BY 2.0, Dimitris Kamaras

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Una veduta di Palazzo Grimani a Venezia

Foto tratta da Wikipedia, CC BY 2.0, Dimitris Kamaras

Veneto, nei musei si registrano temperature sopra i 30 gradi

Secondo il sindacato Usb, le criticità interessano istituti come Palazzo Grimani, il Museo d’Arte Orientale, il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, Villa Pisani, il Museo Concordiese di Portogruaro e il Museo archeologico nazionale di Altino

L’ondata di caldo che sta interessando il nostro Paese riporta al centro dell’attenzione un tema che riguarda non solo le condizioni di lavoro nei musei, ma anche la conservazione del patrimonio culturale e la qualità dell’esperienza di visita. In Veneto, le sedi della Direzione regionale Musei nazionali e dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, il sindacato Usb ha denunciato temperature superiori ai 30 °C e livelli di umidità prossimi al 60%, con una temperatura percepita che arriverebbe fino a 40 °C.

Secondo Usb, le criticità interessano istituti come Palazzo Grimani, il Museo d’Arte Orientale, il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, Villa Pisani, il Museo Concordiese di Portogruaro e il Museo archeologico nazionale di Altino. Una situazione che, oltre a esporre lavoratori e visitatori a possibili rischi per la salute (sarebbe già stato registrato un malore attribuito a un colpo di calore) solleva interrogativi anche sulla tutela delle opere, soprattutto dove gli impianti di climatizzazione risultano guasti da tempo o privi della necessaria manutenzione.

Il sindacato afferma di aver segnalato il problema fin dall’inizio dell’estate 2025 e di aver richiesto un incontro urgente questo primo luglio, senza ottenere risposte soddisfacenti. Tra le indicazioni ricevute dalla dirigenza, secondo Usb, figurerebbero l’apertura delle finestre e la permanenza limitata nelle sale più calde. Per questo è stato proclamato lo stato di agitazione, con l’annuncio di possibili segnalazioni allo Spisal e all’Ispettorato territoriale del lavoro qualora non vengano adottate misure immediate.

I due enti locali hanno replicato esprimendo apprezzamento per il personale impegnato a garantire l’apertura delle sedi durante l’emergenza climatica. La dirigenza, inoltre, sottolinea di aver introdotto maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro per consentire l’accesso agli ambienti climatizzati, assicurando la ventilazione nelle aree prive di aria condizionata. Quanto agli impianti, le amministrazioni precisano che le criticità sono già all’attenzione degli uffici competenti e che gli interventi necessari risultano programmati, confermando la disponibilità al confronto con le rappresentanze sindacali.

Redazione, 16 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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