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Una veduta del riallestimento e istallazione multimediale della Sala 7 della Pinacoteca Ambrosiana di Milano

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Una veduta del riallestimento e istallazione multimediale della Sala 7 della Pinacoteca Ambrosiana di Milano

Un’oasi di cultura nel cuore di Milano: la scommessa della Pinacoteca Ambrosiana

L’apertura gratuita agli over 65 e ai residenti durante l’estate ha fatto crescere gli ingressi. Ora il museo guarda al futuro con nuove formule di partecipazione, prestiti internazionali e un modello di gestione sostenibile. Ce lo racconta il segretario generale Antonello Grimaldi

Nella scorsa torrida estate, per chi era rimasto a Milano a boccheggiare si è aperta, a sorpresa, un’oasi di frescura e di (grandissima) arte messa a disposizione di tutti gli over 65. Per loro, residenti o no, si sono infatti aperte le porte della Pinacoteca Ambrosiana (il più antico museo di Milano, fondato dal cardinale Federico Borromeo nel 1618, colmo di tesori di Leonardo, Raffaello, Caravaggio e di altri grandi del passato) e quelle porte si sono aperte gratuitamente, offrendo un presidio di civiltà, oltreché di cultura. Gratuito per l’intero agosto è stato anche l’accesso per tutti i residenti a Milano: «Ho voluto creare un’oasi dentro l’Ambrosiana per chi è più fragile al motto: “contro la calura scegli la cultura”, dichiara a «Il Giornale dell’Arte» il segretario generale dell’Ambrosiana, Antonello Grimaldi, «manager prestato alla cultura», come ama definirsi. Ho voluto aprire gratuitamente l’Ambrosiana anche ai cittadini milanesi: tengo molto a far capire loro che Milano non è solo fashion, design e business. Il mio obiettivo è di fare reinnamorare i milanesi della loro città e della ricchezza di cultura che la anima. E l’anno prossimo conto di ripetere l’esperimento».

Risultato: 40.235 ingressi nel mese di agosto contro i 26.874 del 2025. «Ma non è di numeri che desidero parlare: quelli li abbiamo fatti, e largamente (470mila i visitatori del 2025, e oltre 700mila euro di utile netto, terzo bilancio consecutivo in attivo, Ndr). Ora occorre consolidarli ma ciò che tengo a rammentare a tutti è che una città come Milano avrebbe bisogno di musei gratuiti, come accade per esempio in Gran Bretagna».

Fra gli strumenti messi in atto per raggiungere l’obiettivo della massima diffusione del «brand Ambrosiana» («mi perdonino i puristi», commenta Grimaldi) verrà avviato il progetto «Amici dell’Ambrosiana», che sarà lanciato entro Natale: «un sistema di membership e fidelizzazione, continua Antonello Grimaldi, pensato per preservare il nostro patrimonio. Nulla a che vedere con i Patron: qui ci saranno diversi sistemi di partecipazione uno dei quali, per gli under 26, permetterà ai ragazzi, con una cifra minima, di entrare in Ambrosiana ogni volta che lo desiderino e di partecipare a eventi a loro dedicati, come visite a porte chiuse, concerti e così via. Non trattandosi di un organismo strutturato, non ci saranno presidenti né altro, perché il progetto nasce solo dalla volontà di democratizzare al massimo la cultura, obiettivo che vado perseguendo sin dal mio insediamento, nel 2022».

Una veduta del «Cartone della Scuola d’Atene» di Raffaello. © Jordi Bernadó, Galeria Senda

Fra gli appuntamenti in calendario, a novembre sarà presentato il libro-catalogo della recente mostra in cui Sidival Fila, frate francescano di origini brasiliane e artista di fama internazionale di stanza a Roma, si è confrontato con il «Cartone della Scuola d’Atene» di Raffaello (acquistato nel 1626 dal cardinale Federico Borromeo e qui conservato), dando vita all’opera «Memoriae Cartoni Raphaelis». Per realizzarla, Fila ha lavorato sul telo di iuta con cui il cartone era stato foderato a Parigi dopo la requisizione napoleonica, che fu staccato durante il restauro del 2019 e che conserva su di sé le tracce del viaggio, delle muffe, delle macchie di umidità: una sorta di sindone laica del capolavoro di Raffaello, che resterà in permanenza nelle collezioni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, in dialogo con l’originale.

Durante le festività natalizie si terranno poi le visite guidate a tema, condotte dai Dottori stessi dell’Ambrosiana, e nella Cripta di San Sepolcro ci sarà una mostra di presepi da tutto il mondo. Ma prima ancora, dal primo ottobre al 13 gennaio prossimo, nel percorso della Pinacoteca si svilupperà la mostra «Il “segno” di san Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della sua morte», a cura di Marco Navoni e Francesco Braschi, accompagnata da due incontri (il 28 settembre e il 26 ottobre alle 16.30) di tema francescano con le studiose Rosa Maria Borraccini e Maria Pia Alberzoni.

Conclude Grimaldi: «Abbiamo prestato dei fogli del “Codice Atlantico” di Leonardo a Sydney, presso Powerhouse Museum, e alcuni dipinti di Jan Brueghel il Vecchio alla grande mostra di Palazzo Reale a Milano, e continueremo a farlo, perché prestarle non significa, come qualcuno teme, “svendere” il proprio patrimonio ma piuttosto valorizzarlo e farlo conoscere nel mondo: trasmettere la conoscenza era del resto l’obiettivo del fondatore, il cardinale Federico Borromeo (che, dopo aver letto ciò che scrisse, definirei come uomo con una grande visione culturale, precursore dei tempi: non a caso scelse come simbolo la palma, simbolo di sapienza e rigenerazione). Perché credo che in un momento come questo, segnato dall’impatto dell’IA, il manager culturale si debba assumere il compito fondamentale di diffondere quotidianamente la cultura, ma sempre prestando attenzione alla sostenibilità economica, da cui non si può prescindere. Si può e si deve fare cultura anche con i conti in attivo e io credo che l’Ambrosiana lo stia dimostrando, sebbene sinora, in quanto ente ecclesiastico, non abbia potuto nemmeno accedere ai fondi dell’Art Bonus».

Il fondatore, il cardinale Federico Borromeo, scelse come simbolo la palma, simbolo di sapienza e rigenerazione

Ada Masoero, 21 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

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