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Lo studio di Miró all’interno della Fundació Pilar i Joan Miró, disegnato dall’amico architetto Josep Lluís Sert.

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Lo studio di Miró all’interno della Fundació Pilar i Joan Miró, disegnato dall’amico architetto Josep Lluís Sert.

Un’isola contemporanea nell’estate delle Baleari

Musei, fondazioni, gallerie e una notte bianca dell’arte: il capoluogo delle Baleari si conferma uno dei centri più vivaci del contemporaneo in Spagna. Una guida per orientarsi tra i suoi spazi migliori durante i mesi estivi

Roberta Bosco

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C’è un momento preciso in cui ci si accorge che Palma non è fatta solo di spiagge e tramonti suggestivi. Accade quando si gira l’angolo di un vicolo del centro storico e ci si trova davanti a una vetrina di galleria con opere inaspettate o quando si scopre che il museo di arte contemporanea è alloggiato dentro le mura di un bastione rinascimentale affacciato sul mare. La città ha costruito negli ultimi anni una scena artistica di rilievo nazionale, con istituzioni consolidate, una rete di gallerie attive e un calendario di eventi che in estate raggiunge una densità davvero notevole.
Il punto di partenza obbligato è Es Baluard Museu d’Art Contemporani, una delle più emblematiche istituzioni artistiche dell’arcipelago delle Baleari. Il suo direttore David Barro ha costruito un modello che va oltre la semplice programmazione espositiva: il museo è oggi centro di produzione, laboratorio educativo e nodo di una rete di collaborazioni con importanti musei. L’edificio stesso è parte dell’esperienza: un’istituzione contemporanea inserita nelle antiche mura del bastione di Sant Pere, con vista diretta sul Mediterraneo.

Il programma estivo 2026 è particolarmente intenso. Fino al 20 settembre si può vedere «Vista» di Fiona Rae (Hong Kong, 1963), prima retrospettiva in Spagna della pittrice britannica: trent’anni di astrazione contemporanea attraversata con energia inquieta e sottile ironia. Fino al 30 agosto è invece visitabile «Donde el sol dibuja el tiempo» di Aina Albo Puigserver (Palma, 1982), dedicata al sole come dispositivo di orientamento non solo spaziale ma interiore. Dal 23 luglio entra in scena «A media lumbre», una mostra coprodotta con l’Ivam di Valencia, Casal Solleric e il Museu Terra: un’esplorazione collettiva dei legami tra arte, territorio e memoria sviluppata tra Valencia, Maiorca, Aragona e Catalogna.
A breve distanza da Es Baluard, la Fundació Pilar i Joan Miró vive in questo momento un rinnovamento significativo. Da quando la direzione è passata ad Antonia Maria Perelló, già responsabile delle collezioni del Macba di Barcellona, l’istituzione ha imboccato un nuovo corso, più attento alla ricerca, alla didattica e al dialogo con il contemporaneo. La fondazione custodisce i due studi originali dell’artista, Son Boter e lo studio di Sert, rimasti intatti e visitabili: spazi straordinari dove ancora si respira il processo creativo di Miró, tra oggetti accumulati sul tavolo, sgabelli e pareti ricoperte dei disegni originali a carboncino dell’intramontabile pittore catalano.

La novità più rilevante del 2026 è l’ingresso nel giardino di cinque sculture monumentali in bronzo realizzate da Miró tra il 1969 e il 1975, depositate dalla famiglia come fondo temporaneo: «Torse», due versioni di «Personnage», due di «Tête» e «Statue», fuse nei laboratori Susse di Parigi e Bonvicini di Verona. Il giardino, a ingresso libero e gratuito, diventa un percorso di sculture all’aperto: il tipo di dialogo tra opera e natura che Miró immaginava nel 1957 quando affermava di voler fare sculture monumentali «da esporre tra gli alberi e sulle rocce della costa di Maiorca».
Nel cuore del Passeig del Born, il Casal Solleric (con ingresso gratuito) è il principale spazio espositivo del Comune di Palma e ospita la citata «A media lumbre» in coproduzione con Es Baluard. Palazzo nobiliare settecentesco trasformato in centro d’arte, offre un programma orientato al contemporaneo con attenzione alle dinamiche territoriali delle Baleari. È uno di quegli spazi in cui la qualità architettonica dell’edificio si fonde con le proposte espositive, creando un’esperienza difficilmente replicabile altrove.

Il Museu Fundación Juan March, situato in un palazzo nobiliare del XVII secolo, ospita fino al 26 settembre «Yves Klein: un poco de infinito». La mostra riunisce più di venti capolavori che condensano l’essenza di uno degli artisti più radicali del Novecento: i monocromi del colore che porta il suo nome, le antropometrie realizzate con modelli usati come pennelli viventi e una piscina di pigmento che materializza l’ossessione di Klein per il colore come esperienza fisica e spirituale. Le opere provengono dall’Ivam, dal Museo Reina Sofía di Madrid e da collezioni private che le prestano raramente.
Il 4 giugno ha segnato l’apertura di Art Palma Summer, il circuito estivo delle gallerie che anima il centro storico sino alla fine della stagione. Il format è semplice ed efficace: una rete di spazi espositivi privati coordina le proprie inaugurazioni, consentendo al visitatore di costruire percorsi spontanei tra gallerie con proposte diversissime tra loro.
L’edizione 2026 si è aperta con la galleria Florit/Florit, che presenta in contemporanea due personali: quella di Karlos Gil e quella di Stephen Felton. Una coppia di mostre che dà subito il tono della stagione, internazionale e attenta alla qualità formale.
La scena delle gallerie di Palma è più solida di quanto l’immagine balneare della città lasci supporre. Oltre a Florit/Florit, spazi come Xavier Fiol, Joan Oliver «Maneu», la galleria Reus e Pelaires, nel quartiere della Lonja, offrono programmazioni di livello che si raccordano con le istituzioni pubbliche formando un ecosistema coerente. Molti galleristi hanno scelto Palma come base alternativa a Madrid o Barcellona, attratti da una qualità della vita difficile da eguagliare e da un pubblico di collezionisti internazionali che la città porta naturalmente con sé.

L’estate 2026 ha visto confluire in città due appuntamenti, tra la fiera e il festival, che ampliano ulteriormente l’offerta. Il Mallorca PhotoFest, fino al 30 agosto, distribuisce la sua programmazione in più di trenta sedi di diversi comuni dell’isola, con mostre fotografiche di respiro internazionale allestite in spazi insoliti, palazzi storici, fondazioni e luoghi industriali riconvertiti, trasformando il centro di Palma in un grande museo diffuso della fotografia contemporanea.
Il festival è uno degli appuntamenti fotografici più interessanti della Spagna e offre, nei mesi estivi, un livello di concentrazione espositiva insolito per un territorio di queste dimensioni. Ad aprile si è tenuta anche la prima edizione di Art Cologne Palma, estensione insulare della storica fiera tedesca: un segnale di quanto la città sia entrata nell’orbita del mercato internazionale. La sua presenza porta collezionisti, critici e operatori che frequentano anche gli spazi istituzionali, alimentando un circuito virtuoso.
L’appuntamento che chiude simbolicamente la stagione estiva è la Nit de l’Art, fissata per il 19 settembre. Nata nel 1997 sull’onda delle notti bianche diffuse in molte località europee, è diventata nel tempo la grande festa civile dell’arte di Palma: una notte in cui gallerie, musei, fondazioni e spazi culturali del centro storico aprono simultaneamente e gratuitamente fino a tarda notte.
Il quartiere di Santa Catalina, la città vecchia e la zona della Lonja si trasformano in un circuito artistico a cielo aperto, con performance, installazioni, videomapping sulle facciate e musica che accompagna i passaggi tra uno spazio e l’altro. È il momento in cui l’intera città sembra prendere coscienza collettiva della propria identità artistica.
Palma ha smesso da tempo di essere solo una destinazione estiva nel senso convenzionale. Chi ci arriva per godersi mare e gastronomia troverà quel che cerca, ma scoprirà anche una città con un’agenda artistica ambiziosa e uno sguardo aperto al contesto artistico globale. L’estate, con il suo ritmo dilatato, è forse il momento ideale: i musei si visitano nelle ore più calde e una passeggiata tra le gallerie del centro si trasforma facilmente nell’elemento più memorabile del soggiorno.

Una vista del Es Baluard Museu d’Art Contemporani.

Roberta Bosco, 15 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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