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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliAl Museo di Santa Giulia di Brescia nasce una nuova sezione dedicata ai simboli attraverso i quali la città ha costruito e trasmesso la propria identità nel Medioevo. Si intitola «Segni e immagini dell’identità cittadina», arricchisce il percorso dedicato all’Età dei Comuni e delle Signorie e riunisce testimonianze preziose della vita politica, economica e civile della Brescia medievale.
Cuore del nuovo allestimento è la matrice sigillare del Comune di Brescia, databile al XIII secolo, concessa al museo in comodato a lungo termine da un collezionista bresciano. Un gesto di particolare significato, nell’anno in cui cade il Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata, ritrovata nel 1826: proprio quella vicenda segnò l’avvio della storia del sistema museale cittadino, nato anche grazie al rapporto tra la generosità dei cittadini e le iniziative delle istituzioni.
Accanto alla matrice trovano spazio alcune monete coniate dalla Zecca di Brescia, che documentano l’autonomia raggiunta dal Comune anche sul piano economico. Le monete furono infatti non soltanto strumenti commerciali, ma veri e propri mezzi di comunicazione: attraverso nomi, immagini e simboli raccontavano la comunità, dai santi patroni Faustino e Giovita al vescovo Apollonio, fino al leone che compare nella monetazione dell’età malatestiana.
Il progetto nasce da un lavoro di ricerca condiviso che ha coinvolto, tra gli altri, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Brescia e il Cnr-Iccom di Pisa. Indagini diagnostiche non invasive hanno permesso di acquisire nuovi dati sulla matrice, rivelando l’impiego dell’ottone, una lega di rame e zinco più facilmente lavorabile del bronzo e caratterizzata da una tonalità simile a quella dell’oro.
Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità. Grazie al contributo di arKStudio e alla pannellistica tattile realizzata da Citislab/Unibs – Comunicare Itinerari Sensoriali, il nuovo allestimento è fruibile anche dalle persone con disabilità visiva, con il patrocinio dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
La matrice, già presentata nella mostra «La città del Leone. Brescia nell’età dei comuni e delle signorie» del 2022-23, torna così a dialogare stabilmente con le monete e con le immagini della città medievale. Il risultato è un racconto che va oltre la semplice conservazione di reperti: il museo diventa luogo di ricerca e conoscenza, capace di mettere in relazione patrimonio, studiosi e comunità e di interrogare, attraverso i simboli del passato, il modo in cui una città continua ancora oggi a rappresentare sé stessa.
Roberto Mercuzio
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