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Il Polittico di Bologna, di Giotto

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Il Polittico di Bologna, di Giotto

Il Polittico di Giotto lascia la Pinacoteca di Bologna e vola in Romania

Nelle more del riallestimento e della rifunzionalizzazione degli spazi dell’istituzione felsinea, l’opera è stata prestata per rappresentare l’Italia alla prima edizione del Festival dell’arte sacra di Iași, capoluogo della Moldavia rumena

Roberto Mercuzio

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Per alcune settimane la Pinacoteca Nazionale di Bologna dovrà fare a meno di uno dei suoi capolavori più celebri. Dal 22 settembre, il «Polittico di Bologna» di Giotto non è infatti più visibile nella sala che abitualmente lo ospita: l’opera è stata scelta per rappresentare l’Italia alla prima edizione del Festival dell’arte sacra di Iași, in Romania, in programma dal 4 al 30 ottobre.

Il trasferimento avviene mentre la Pinacoteca, guidata da Luigi Gallo, è interessata da una serie di interventi di riallestimento e rifunzionalizzazione degli spazi. Invece di essere trasferito nei depositi, come normalmente accade durante i lavori, il Polittico compie dunque un viaggio oltre confine, diventando protagonista di un importante progetto di scambio culturale tra Italia e Romania, nato da un accordo tra i due governi.

Realizzato da Giotto e dalla sua bottega intorno al 1330-34, probabilmente a Firenze, il Polittico di Bologna è una delle tre opere firmate dall’artista. La firma, in lettere dorate, è ancora leggibile sul gradino del trono. Originariamente destinato all’altare della Cappella Magna del Palazzo Apostolico di Bologna, l’edificio fu costruito per accogliere il Papa al ritorno da Avignone, ma venne distrutto poco dopo.

Al centro dell’opera domina la Vergine con il Bambino, seduta su un monumentale trono marmoreo che suggerisce una nuova e più concreta idea dello spazio. Il piccolo Gesù cerca il contatto con la madre, sfiorandole il mento e aggrappandosi alla veste: un gesto di intimità che conferisce umanità alla solenne composizione. Ai lati compaiono l’arcangelo Gabriele e San Pietro, mentre sulla destra sono raffigurati San Michele, impegnato nella lotta contro il demonio, e San Paolo. Nella predella, infine, emergono dagli oculi circolari i personaggi della Passione.

Considerato una testimonianza fondamentale della pittura medievale e della svolta impressa da Giotto all’arte occidentale, il Polittico sarà esposto a Iași accanto a un’opera di Constantin Brâncuși, figura rivoluzionaria della scultura rumena, nel 150° anniversario della sua nascita.

Il prestito richiama alla memoria un precedente illustre: nel 2014, durante i lavori al Mauritshuis dell’Aia, la Ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer arrivò a Bologna, esposta a Palazzo Fava.

Terminata la mostra rumena, il Polittico tornerà a Bologna. Il rientro è previsto per novembre, quando l’intervento sulla sala sarà concluso e il capolavoro potrà essere nuovamente ammirato nel suo spazio, restaurato e completamente riallestito.

La Madonna del Polittico di Bologna di Giotto

Roberto Mercuzio, 23 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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