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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUn taccuino di disegni del primo Seicento, rimasto per oltre tre secoli nella collezione della famiglia Van Eeghen, è stato donato al Rijksmuseum di Amsterdam. Il volume, eccezionalmente conservato nella sua integrità, costituisce una delle acquisizioni più significative degli ultimi anni per la Print Room del museo e permette «di far conoscere a tutti Rombout Uylenburgh, un artista affascinante di cui sono pervenute pochissime opere», sostiene il direttore Taco Dibbits.
Il cosiddetto Van Eeghen Drawing Book raccoglie circa 30 fogli, tra cui una serie di scene bibliche attribuite a infatti a Rombout Uylenburgh e alla sua bottega. Le grandi composizioni, alcune realizzate su carta blu, colpiscono per il forte carattere drammatico ed emotivo. La quasi totale assenza di esposizione alla luce ha inoltre preservato colori e tonalità con una vivacità sorprendente, a quattro secoli dalla loro esecuzione.
Per lungo tempo l’identità degli autori era rimasta sconosciuta. A ricondurre il taccuino a Uylenburgh fu, circa vent’anni fa, C.P. van Eeghen, che individuò una relazione tra un foglio del volume e un disegno dell’artista conservato proprio al Rijksmuseum. L’attribuzione era stata poi pubblicata nel 2013 da Erik Löffler, allora curatore del Netherlands Institute for Art History (RKD), aprendo la strada a nuove ricerche e all’identificazione di altre opere dell’artista.
Nato intorno al 1580-85, Rombout Uylenburgh si trasferì giovanissimo con la famiglia da Leeuwarden a Cracovia, dove divenne pittore di corte di Sigismondo III di Polonia. Dal 1612 risiedette a Danzica, centro di una vivace comunità olandese, dedicandosi anche alla tecnica del grisaille. Morì tra il 1627 e il 1628, cadendo progressivamente nell’oblio, mentre la famiglia acquisiva notorietà: il fratello Hendrick sarebbe diventato mercante d’arte di Rembrandt e nel 1634 il maestro avrebbe sposato Saskia van Uylenburgh, cugina di Rombout e Hendrick.
Attualmente il museo espone una parte consistente della sua rara produzione superstite, grazie anche a un prestito della Rembrandt House Museum.
Un foglio del taccuino del Van Eeghen Drawing Book. Foto Rijksmuseum/Kelly Schenk
Giorgio Valentini
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