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Redazione
Leggi i suoi articoliUn’opera rara nel panorama della pittura rinascimentale italiana arricchisce le collezioni civiche di Brescia. Il «Buon Samaritano» di Girolamo Romanino (Brescia, 1485-1566) è da oggi, 13 ottobre, esposto stabilmente nella Sala VII della Pinacoteca Tosio Martinengo. Il dipinto, acquistato dalla Fondazione Tassara con l’obiettivo di garantirne la fruizione pubblica e concesso in comodato alla Fondazione Brescia Musei, colma una lacuna nel racconto del Rinascimento bresciano.
La parabola evangelica del Buon Samaritano è infatti un soggetto poco rappresentato nella pittura italiana del XVI secolo, destinato a diffondersi soprattutto tra la fine del Cinquecento e il secolo successivo. La sua presenza in Pinacoteca offre così l’occasione per approfondire la ricerca di Romanino e il ruolo della carità nella cultura religiosa del tempo. Il museo ipotizza che l’opera fosse originariamente destinata a un contesto assistenziale, come un ospedale, un orfanotrofio o una confraternita, anche se la sua prima collocazione rimane ignota. È documentata invece la presenza nella collezione della famiglia bresciana Maffei nel XVIII secolo.
L’acquisizione è maturata in occasione della mostra «Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552», allestita nel 2024, nella quale il dipinto era stato esposto. Ora, nella Sala VII, entra in dialogo con altre due opere del pittore bresciano, il «San Gerolamo» e il «Cristo portacroce», e con dipinti di Moretto, Savoldo, Callisto Piazza e Giovanni Cariani, accomunati dall’attenzione al naturalismo e alla dimensione quotidiana della narrazione sacra.
L’operazione rappresenta inoltre un esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche e fondazioni private: la scelta della Fondazione Tassara di acquistare il dipinto per destinarlo direttamente alla città rinnova un percorso condiviso con Fondazione Brescia Musei, già concretizzatosi nell’acquisizione di un arazzo su cartone di Romanino.
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