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Sanyu, «Beijing Circus»

Courtesy of Sotheby’s

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Sanyu, «Beijing Circus»

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Un capolavoro di Sanyu da Sotheby’s Hong Kong

Il capolavoro postbellico, molto raro, del «Matisse cinese» guida un’asta che intreccia Espressionismo astratto e modernità globale, tra Rothko, Mitchell, Zao Wou-Ki e Kusama

Margherita Panaciciu

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Il 29 marzo, a Hong Kong, Sotheby's apre la sua Evening Auction con un catalogo che ha il sapore delle grandi occasioni: un concentrato di storia dell’arte del Novecento in cui Oriente e Occidente si incontrano, si sfidano e si contaminano. L'intento parrebbe quello di «raccontare» come l’astrazione sia diventata un linguaggio globale, capace di attraversare geografie, traumi storici e identità culturali. Al centro di questa narrazione si staglia un’opera magnetica e rara: «Beijing Circus» di Sanyu. Stimata tra i 28 e i 40 milioni di dollari di Hong Kong, non è soltanto un capolavoro pittorico ma un documento esistenziale. Sanyu, figura chiave della cosiddetta École de Paris e spesso definito «il Matisse cinese», incarna perfettamente la tensione tra mondi: formatosi tra la tradizione calligrafica cinese e la modernità europea, attraversa poi l’Atlantico proprio nel momento in cui New York diventa il nuovo epicentro dell’arte. Il suo soggiorno americano tra il 1948 e il 1950 coincide infatti con l’ascesa dell’Espressionismo astratto, dominato da figure come Jackson Pollock e Willem de Kooning. Ma è soprattutto il confronto con la pittura di Mark Rothko a lasciare un segno profondo. Le sue superfici cromatiche sospese, i campi di colore che diventano esperienza emotiva, riecheggiano in «Beijing Circus», dove il blu, denso, immersivo, è spazio mentale.

Sanyu, «Beijing Circus». Courtesy of Sotheby’s

In questo dipinto, i cavalli, motivo ricorrente nella vita e nell’opera di Sanyu (suo padre era un rinomato pittore di cavalli), non sono più le eleganti figure calligrafiche degli anni parigini ma diventano presenze quasi mitologiche, sospese in una dimensione teatrale e malinconica. Richiamano i «cavalli celesti» della tradizione cinese, simboli di potere e trascendenza, ma allo stesso tempo sembrano smarriti, isolati, come l’artista stesso: un emigrato permanente, diviso tra appartenenza e distanza. È proprio questa ambivalenza a rendere questo dipinto un’opera cruciale. Realizzato dopo il ritorno a Parigi, quando Sanyu è ormai segnato da difficoltà economiche e da una profonda solitudine, rappresenta una svolta: «finalmente so come dipingere», dirà. L’influenza americana determina una trasformazione interiore e la sua pittura si fa più audace, più essenziale, più carica di tensione emotiva. L'artista ha realizzato un totale di 35 dipinti di cavalli nella sua vita ma mentre quelli degli anni '20 e '30 erano opere serene e delicate, prevalentemente nella tonalità rosa, la tavolozza degli anni '40 e '50 si era fatta eco della solitudine dei cavalli che attraversavano la natura selvaggia sconfinata della sua immaginazione privilegiando il colore blu.

Attorno a questo lotto ruota un’asta di altissimo livello: un’importante tela «multiform» di Rothko, stimata tra i 28 e i 40 milioni di HKD, testimonianza della nascita del suo linguaggio maturo; un’opera tarda e iconica di Joan Mitchell (110 - 300 milioni di HKD) tra le voci più liriche dell’Espressionismo astratto; un raro dipinto «oracle bone» di Zao Wou-Ki, stimato tra i 30 e i 50 milioni di HKD, ponte ideale tra scrittura arcaica e astrazione contemporanea; e le celebri zucche di Yayoi Kusama, dove ossessione e pop si fondono in immagini immediatamente riconoscibili. A rafforzare il significato culturale dell’evento, Sotheby’s affianca all’asta la mostra «Beyond the Abstract», annunciata come la più ampia indagine sull’arte astratta mai organizzata in Cina. In questo contesto, l'opera di Sanyu racconta il momento in cui l’arte smette di appartenere a una sola tradizione e diventa un territorio condiviso, fatto di viaggi, influenze e trasformazioni. 

Margherita Panaciciu, 23 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Un capolavoro di Sanyu da Sotheby’s Hong Kong | Margherita Panaciciu

Un capolavoro di Sanyu da Sotheby’s Hong Kong | Margherita Panaciciu