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Amélie Bernard
Leggi i suoi articoliUna parola luminosa sospesa a venti metri d'altezza, tra il Grand Palais e il Petit Palais, nel cuore di Parigi. È CIEL (2026), l'intervento di Marcello Maloberti presentato dalla Galleria Raffaella Cortese nell'ambito del Public Program di Art Basel Paris 2026. Lungo avenue Winston-Churchill, la scritta al neon, tracciata a mano dall'artista e rivolta verso il cielo, trasforma un'espressione essenziale in un segno monumentale, capace di modificare temporaneamente la percezione dello spazio urbano. L'opera si inserisce nella ricerca di Maloberti, da sempre interessato ai gesti quotidiani, alle presenze marginali e alle possibilità poetiche del linguaggio, attraverso interventi che mettono in relazione arte, vita e spazio pubblico.
Il carattere effimero dell'installazione contrasta con la monumentalità delle architetture che la circondano, introducendo un elemento di leggerezza e disorientamento nel paesaggio parigino. Una seconda opera al neon, sviluppata a partire da CIEL, è presentata nello stand della galleria al Grand Palais, stabilendo una continuità tra la dimensione pubblica dell'intervento e quella espositiva della fiera. Con una sola parola, Maloberti sottrae per qualche istante lo sguardo alle opere e lo indirizza verso il cielo, trasformando uno dei luoghi più frequentati della settimana dell'arte in uno spazio di osservazione inattesa.
Amélie Bernard
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Nuovi format costruiscono nuovi ecosistemi: da Amburgo a Bruxelles, da Madrid a Vienna, il valore non è più soltanto nella singola galleria ma nella capacità di concentrare attenzione, mercato e identità
Da Zurbarán a Tintoretto, da Mary Cassatt a Kerry James Marshall, fino alle nuove installazioni di Ibrahim Mahama e Barbara Kruger. Nell'autunno di Art Basel, Parigi presenta un calendario espositivo che attraversa cinque secoli di storia dell'arte. Abbiamo selezionato dieci mostre, tra grandi retrospettive e progetti contemporanei, da visitare entro ottobre e nei mesi successivi.
Ad Art Basel Paris 2026, Gió Marconi costruisce un percorso attraverso le sperimentazioni del Novecento, riunendo opere di Man Ray, Enrico Baj, Valerio Adami, Christo, Lucio Del Pezzo ed Emilio Tadini. Al centro della presentazione, la monumentale «28 Barrels Structure» (1968) di Christo, già esposta allo Studio Marconi di Milano nel 1973 e oggi proposta insieme al relativo progetto preparatorio. Un confronto tra Surrealismo, Neo-Dada, Nuova Figurazione e assemblaggio che restituisce anche un capitolo della storia della galleria milanese.
Giovedì 22 ottobre, alle ore 11, il Grand Palais di Parigi ospita la presentazione di «Panorama 2021–2025», il volume pubblicato da Allemandi che documenta i primi cinque anni della mostra diffusa promossa da ITALICS. Da Procida a Monopoli, dall'Aquila al Monferrato fino a Pozzuoli, il progetto ha coinvolto 91 gallerie, 258 artisti e 480 opere, mettendo in relazione arte antica, moderna e contemporanea con il patrimonio storico e paesaggistico italiano. L'incontro, organizzato in collaborazione con Art Basel, offre l'occasione per riflettere sul ruolo delle gallerie nella produzione culturale oltre il mercato.



