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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliUn'altra novità in vista di Art Basel Paris, in programma dal 21 al 25 ottobre 2026 al Grand Palais. UBS, partner globale della manifestazione, annuncia un'importante svolta per il proprio Salon. Per la prima volta, durante i giorni di apertura al pubblico, da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, i visitatori della fiera potranno accedere liberamente allo spazio della banca per scoprire la mostra curata, realizzata a partire dalla corporate collection, e partecipare a incontri dedicati al dibattito culturale. Una lounge tradizionalmente riservata a un'élite ristretta di collezionisti si apre così a tutti i visitatori.
Al centro della presenza del gruppo bancario svizzero figura la rassegna Earthly Paradise: Nature Reimagined, curata da Mary Rozell, Global Head della UBS Art Collection. L'esposizione raccoglie un selezionato corpus di opere d'arte contemporanea della collezione aziendale focalizzate sul rapporto tra uomo e mondo naturale, declinato non come semplice fondale paesaggistico o scenografico, ma come territorio dinamico in cui si intrecciano narrazioni ecologiche, memorie culturali e trasformazioni sociali.
La trama curatoriale si sviluppa attraverso quattro direttrici tematiche principali. Sul fronte della memoria e dell'identità, tra le ultime acquisizioni entrate in collezione e presentate per l'occasione, spiccano la composizione tessile e pittorica di Ishita Chakraborty - dove le forme botaniche si fanno veicolo di memoria culturale, narrazione identitaria e riflessione post-coloniale - e le tele di Andi Fischer, caratterizzate da una pittura gestuale ed espressiva che utilizza campiture cromatiche vivaci e segni istintivi per evocare la forza imprevedibile del mondo naturale.
UBS Art Collection - Nicolas Party, Les cyprès, 2010
La mostra analizza poi le forme naturali interpretate attraverso i codici dell'astrazione e del simbolismo organico. Se le visioni essenziali di Etel Adnan e le tele radiose di Jennifer Guidi suggeriscono stati contemplativi vicini alle geometrie celesti, Hayal Pozanti adotta un linguaggio visivo inventato che attinge alle forme organiche, mentre i paesaggi alberati di Nicolas Party bilanciano osservazione reale e invenzione poetica carica di densità psicologica. Sul versante dell'ecologia speculativa e della ricerca concettuale legata all'antropocene, le sculture di Marguerite Humeau immaginano ecosistemi futuri popolati da forme di coscienza alternative, mentre Julian Charrière indaga i paesaggi geografici trasformati dall'intervento umano e dalle stratificazioni storiche. Completano il percorso i lavori di Raqib Shaw e Sol Calero, le cui pratiche riflettono sul senso di appartenenza e sulla forza emotiva della rappresentazione del territorio.
L'iniziativa del Salon si inserisce nel contesto di una settimana parigina in cui molti degli artisti presenti nella collezione UBS sono contemporaneamente protagonisti nelle principali istituzioni cittadine. Fuori dai confini della fiera, la capitale francese propone infatti un palinsesto d'eccezione: dal Grand Palais con la mostra Cezanne and Us - che ripercorre l'eredità del maestro di Aix-en-Provence attraverso opere di Peter Doig e Pablo Picasso - al Musée du Luxembourg con la retrospettiva Andy Warhol: Line and Image, dedicata alla produzione grafica del padre della Pop Art dai primi autoritratti del 1942 fino agli studi per il Cenacolo del 1986.
La fotografia postbellica e contemporanea trova ampio spazio alla Bourse de Commerce con la collettiva Remember Me, che celebra i duecento anni del mezzo fotografico attraverso circa 700 opere firmate da oltre 70 autori, tra cui Cindy Sherman e Wolfgang Tillmans. Il Musée d’Orsay ospita l'intervento monumentale di Jenny Holzer J’ai vu, una riflessione visiva che trasforma i documenti d'archivio del museo in proiezioni e scritte luminose a LED. Infine, la Fondation Cartier nella sua nuova sede con la personale di Ibrahim Mahama, The Harvest Season, un progetto concepito come organismo vivente ispirato ai centri culturali fondati dall'artista a Tamale, in Ghana.
Alberto Camogli
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