Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliÈ una di quelle vendite che definire storiche rischia di apparire riduttivo. Il prossimo 18 novembre, Sotheby’s New York venderà la Collezione Blaquier-Arrieta, un corpus di dodici capolavori dell'Impressionismo e del Post-Impressionismo rimasti celati allo sguardo del pubblico e del mercato per oltre mezzo secolo. Costruita con intuito collezionistico e rigore istituzionale a partire dagli anni Settanta - attingendo direttamente dai grandi mercanti dell'epoca, come la storica Lefevre Gallery di Londra o la maison Wildenstein - la raccolta asseblata dall'imprenditore argentino Carlos Pedro Blaquier e da sua moglie Nelly Arrieta de Blaquier è considerata dagli esperti una sorta di Musée d’Orsay in miniatura. Prima di volare oltreoceano per l'asta stimata complessivamente attorno ai 450 milioni di dollari, una selezione delle opere viene svelata a Londra e Parigi nelle rispettive settimane dell'arte ottobrine.
A guidare l'incanto è Châtaigniers en fleurs (1890) di Vincent van Gogh, una maestosa tela ad olio eseguita ad Auvers-sur-Oise intorno al 24 maggio 1890, pochissimi giorni dopo l'arrivo dell'artista nel villaggio e a soli due mesi dalla sua scomparsa. Offerta con una stima che si aggira intorno ai 180 milioni di dollari, cifra pronta a stabilire il nuovo record assoluto per il pittore, l'opera appartiene a una brevissima e drammatica stagione di ritrovata speranza. Un imponente castagno in fiore domina la composizione con una materia pittorica spessa e gestuale che la ricollega direttamente ai capolavori del periodo, mentre nella parte inferiore una figura solitaria passeggia accanto a tre donne in abiti d'ispirazione giapponese. Degli oltre settanta dipinti realizzati ad Auvers, soltanto otto paesaggi figurano ancora in mani private e questa tela è la più imponente fra essi. Passato per le mani di Johanna van Gogh-Bonger, dell'editore tedesco Samuel Fischer, del produttore di Capitol Records George "Buddy" DeSylva e della mecenate Harriet Harris-Jonas, il quadro è stato acquistato dai Blaquier da Wildenstein nel 1975 e non viene esposto in pubblico da oltre sessant'anni.
L'altro vertice dell'asta è rappresentato da Arlequin (1888-1890) di Paul Cézanne, uno straordinario olio su tela offerto con una stima nella fascia dei 120 milioni di dollari, anch'esso destinato a segnare il nuovo primato d'asta per il maestro di Aix-en-Provence. Parte di una celeberrima sequenza di sole quattro composizioni dedicate alla maschera del Carnevale per cui posò il figlio diciassettenne dell'artista, Paul, l'opera è l'unico esemplare della serie rimasto in collezione privata, con le altre tre versioni custodite nei musei. Cézanne spoglia il personaggio di ogni intento teatrale o commediante: il giovane, fasciato nel costume a rombi rossi e neri con la spada di legno in pugno, si arresta in una posa statica e ieratica il cui volto si astrae, anticipando direttamente le ricerche volumetriche del Cubismo. L'opera vanta una provenienza leggendaria che intreccia i nomi di Ambroise Vollard, Paul Rosenberg, Durand-Ruel, la famiglia Rothschild a Merton Hall e la galleria Lefevre, dove fu acquistata dai Blaquier negli anni Settanta. Inedito al pubblico dal 1975, il dipinto era apparso in precedenza solo nelle retrospettive del Salon d’Automne del 1907, del MoMA nel 1929 e della Tate nel 1954.
Van Gogh, Châtaigniers en fleurs. Stima circa 180 milioni di dollari
Cézanne, Arlequin. Stima circa 120 milioni di dollari
La selezione prosegue con La Place du Théâtre-Français et l’avenue de l’Opéra, soleil d’après-midi en hiver (1898) di Camille Pissarro, un olio su tela stimato tra i 30 e i 40 milioni di dollari. Eseguito dalla finestra della sua stanza al Grand Hôtel du Louvre durante il suo terzo soggiorno parigino, il dipinto appartiene al celebre ciclo di vedute urbane dell'ultimo decennio dell'artista. Nel formato più ampio mai impiegato da Pissarro per i suoi scorci della capitale, la tela cattura con straordinaria modernità il brulicare della vita cittadina e la luce invernale sui grandiosi boulevard progettati dal Barone Haussmann. Mai passato prima d'ora in asta e invisibile al pubblico dal 1958, il dipinto ha fatto parte delle prestigiose collezioni di Leigh B. e Mary Lasker Block e del fondatore museale Norton Simon.
Un'altra gemma della stagione d'oro dell'Impressionismo è En Canot (Jeune fille à la barque) (1877) di Pierre-Auguste Renoir, una grande tela di 73,7 per 92,9 centimetri stimata tra i 25 e i 35 milioni di dollari. Realizzata nello stesso felice volgere d'anni che diede vita al Bal au moulin de la Galette, il 1877, anno della Terza Mostra Impressionista in cui il gruppo adottò ufficialmente la propria denominazione, la scena celebra i piaceri della vita parigina lungo la Senna. La modella è con ogni probabilità la celebre Marguerite "Margot" Legrand. Acquistato direttamente da Renoir dal fabbricante di porcellane Charles Haviland, il dipinto è poi passato dai galleristi Josse Hessel e Laroche prima di entrare nella raccolta di Albert D. Lasker, uno dei padri della pubblicità moderna.
La tensione psicologica della pittura di fine secolo emerge in Avant la course (1893 circa) di Edgar Degas, un maestoso pastello su carta applicata su tavola con una stima compresa tra i 20 e i 30 milioni di dollari. Considerato uno dei più importanti pastelli dedicati al mondo dell'ippica ancora in mani private, l'opera cattura la quiete sospesa che precede il via delle corse, con i cavalli disposti secondo una composizione che simula uno sguardo casuale e fugace. Degas sovrappone strati densi di materia gessosa per restituire la lucentezza del manto degli animali e i colori brillanti delle giubbe dei fantini. Acquistato già nel 1895 dall'industriale Harris Whittemore, l'opera è poi entrata nella celebre collezione di Sidney e Frances Lasker Brody a Los Angeles e non appariva in pubblico dal 1968.
Pissarro, La Place du Théâtre-Français et l’avenue de l’Opéra
Renoir, En Canot (Jeune fille à la barque)
Il dinamismo della metropoli trova un'ulteriore testimonianza in Le Jardin des Tuileries (1876) di Claude Monet, un olio su tela valutato tra i 15 e i 20 milioni di dollari. Dipinta dal quinto piano dell'appartamento di Rue de Rivoli prestato all'artista dal mecenate Victor Chocquet, l'opera fa parte di una serie di quattro sole vedute con cui Monet immortalò la Parigi moderna prima di ritirarsi ad Argenteuil e abbandonare quasi del tutto i soggetti urbani. Presentata alla Terza Mostra Impressionista del 1877, la tela è una delle due sole ancora in mani private, con gli altri esemplari conservati al Musée d'Orsay e al Musée Marmottan Monet. La sua provenienza include il banchiere Ernest May e il direttore d'orchestra Joseph Stránský, prima dell'acquisto da Wildenstein nel 1979.
Negli ultimi anni della sua vita a Tahiti, Paul Gauguin dipinse Fleurs dans une coupe (1899-1901 circa), un olio su tela stimato tra i 10 e i 15 milioni di dollari. Appartiene a un ristretto nucleo di nature morte nate, secondo le parole dello stesso artista, unicamente dalla sua folle immaginazione. La composizione fonde il regno vegetale con la suggestione del corpo umano, disponendo frutti e foglie secondo il ritmo sinuoso di una figura sdraiata che cita apertamente sia le nature morte di Cézanne sia l'iconica Olympia di Manet. Gli unici altri esemplari analoghi del periodo si trovano oggi in istituzioni come l'Israel Museum, il Nasjonalmuseet di Oslo e l'Ermitage.
Queste opere, insieme a lavori di André Derain, Alfred Sisley, Maurice de Vlaminck e Henri de Toulouse-Lautrec, compongono il catalogo di una vendita che si appresta a fare la storia delle aste internazionali.
Monet, Le Jardin des Tuileries
Toulouse-Lautrec, Femme assise de profil vers la gauche
Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Con un taglio del 12% alla superficie espositiva e la diffusione capillare delle gallerie blue-chip, la rassegna diretta da Bridget Finn punta sulla qualità della fruizione
Dal 29 settembre al 1° ottobre il dipinto sarà esposto a Palazzo Rondanini, prima che Sotheby's lo proponga in asta a Londra con una stima di 50 milioni di sterline: sarà l’opera più rilevante dell’artista mai apparsa sul mercato
«Concetto Spaziale, Mezzogiorno in Piazza S. Marco» (1961) debutterà all'asta da Christie's a Parigi il 22 ottobre. Un'opera rara del ciclo veneziano di Lucio Fontana, stimata di 5,5-7,5 milioni di euro
Dal 19 al 22 novembre 2026 la fiera fa il suo esordio a Manarat Al Saadiyat con oltre 80 gallerie internazionali



