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Amedeo Modigliani, «Minoutcha», 1916-17

Christie’s

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Amedeo Modigliani, «Minoutcha», 1916-17

Christie’s

Un raro Modigliani riemerge a Parigi dopo 25 anni: «Minoutcha» vale oltre 5 milioni di euro

Eseguito tra il 1916 e il 1917 negli anni d'oro di Montparnasse, l'enigmatico ritratto femminile guida la sessione Thinking Italian di Christie's, in programma il 22 ottobre

Alberto Camogli

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Il volto allungato, lo sguardo fermo e introspettivo che emerge dal buio, la grazia malinconica di una figura rimasta a lungo nell'ombra della storiografia. C'è tutto l'enigma della pittura di Amedeo Modigliani in Minoutcha, capolavoro eseguito tra il 1916 e il 1917 che riemerge sul mercato dopo venticinque anni di assenza, conservato in una collezione privata. Il dipinto andrà all'incanto il prossimo 22 ottobre 2026 a Parigi, da Christie’s, accompagnato da una stima compresa tra i 5 e i 7 milioni di euro. L'opera si colloca come lotto di punta della celebre sezione Thinking Italian, la piattaforma che la maison dedica alla valorizzazione dei maestri italiani nel contesto internazionale e che celebra quest'anno il suo venticinquesimo anniversario, confermando l'influenza profonda dell'arte italiana sulla scena globale.

Eseguito negli anni più febbrili, complessi e creativi del soggiorno di Modigliani a Montparnasse, Minoutcha appartiene alla stagione in cui il pittore, immerso in una capitale sconvolta dalla prima guerra mondiale e in profonda trasformazione sociale, codificò definitivamente il suo inconfondibile vocabolario figurativo. La tela ad olio è costruita su una palette cromatica sommessa che avvolge la scena in un'atmosfera di velata e sottile malinconia. Le tonalità calde del rosa e del pesca che definiscono l'incarnato della modella dialogano per contrasto netto con uno sfondo scuro, denso e indeterminato. Tutti i tratti iconici dell'estetica dell'artista vi sono impressi con estrema misura, dal volto allungato agli occhi a mandorla fino alla bocca minuta. Eppure, a differenza delle letture critiche che talvolta hanno imputato ai ritratti femminili di Modigliani un'eccessiva passività, lo sguardo di Minoutcha suggerisce una compostezza differente: un'introspezione ferma, carica di resilienza e di una tranquilla forza interiore che invita a riflettere sul confine tra identità, rappresentazione ed esperienza vissuta.

A rendere l'opera ancora più affascinante è il velo di mistero che ne avvolge la genesi, elemento peraltro non raro nella produzione dell'artista livornese, spesso popolata da figuranti, modelle e compagni bohemien dimenticati dalla storiografia. Se la firma dell'artista campeggia verso il margine inferiore destro, in alto a sinistra la tela reca inscritta la dedica con il nome Minoutcha. Diversamente dai ritratti storicizzati di figure ben documentate come Jeanne Hébuterne, Lunia Czechowska o Beatrice Hastings, l'identità della modella non è mai stata stabilita con certezza. Il nome suggerisce una probabile origine russa o dell'Europa orientale — assimilabile a diminutivi affettivi come Minoucha —, lasciando ipotizzare che si trattasse di una figura di passaggio nella stretta cerchia di amicizie dell'artista a Montparnasse. Un'opera-enigma che unisce il rigore formale alla memoria affettiva, pronta a diventare uno dei passaggi chiave della stagione d'aste europea.

Amedeo Modigliani, «Minoutcha», 1916-17

Alberto Camogli, 01 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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