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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliUn’architettura espositiva del tutto ripensata, una selezione più concentrata e una redistribuzione strategica dei pesi massimi del mercato globale. Art Basel Miami Beach alza il sipario sull'edizione 2026 (in programma dal 4 al 6 dicembre, con preview VIP il 2 e 3 dicembre al Miami Beach Convention Center) annunciando la partecipazione di 272 espositori provenienti da oltre 40 Paesi. Sotto la direzione di Bridget Finn, la fiera ammiraglia delle Americhe risponde alle istanze di galleristi e collezionisti riducendo la superficie complessiva di circa il 12% e snellendo il settore principale del 10%. Una scelta mirata per evitare la saturazione da "fiera-monstre", allungare le linee visive attraverso quattro sole piazze dedicate all'accoglienza e distribuire capillarmente le gallerie blue-chip lungo l'intero layout, mettendole a diretto contatto con le realtà emergenti e di medie dimensioni.
Il cuore pulsante dell'evento resta in ogni caso il settore Galleries, che accoglie 204 espositori affiancati dalle sezioni curatoriali Nova (20 gallerie per opere recenti), Positions (12 solo show emergenti) e Survey (16 rassegne dedicate a riscoperte storiche), oltre a 28 focus monografici all'interno di Kabinett. Più di 30 le realtà al debutto assoluto, mentre l'America Latina si conferma l'asse portante dell'appuntamento con oltre due terzi dei partecipanti con sede nelle Americhe e il Brasile stabilmente terzo contingente nazionale. Tra i ritorni e le conferme di spicco figurano capisaldi "locali" come Nara Roesler (San Paolo, Brasile / New York, USA), Mendes Wood DM (San Paolo, Brasile / Bruxelles, Belgio / New York, USA), OMR (Città del Messico, Messico) ed El Apartamento (L'Avana, Cuba / Miami, USA), affiancati dai giganti del mercato secondario e primario internazionale tra cui Gagosian (New York, USA), Hauser & Wirth (Zurigo, Svizzera), David Zwirner (New York, USA), White Cube (Londra, Regno Unito), Pace Gallery (New York, USA) e Tornabuoni Art (Firenze, Italia).
Debutta anche a Miami Zero 10, la piattaforma di Art Basel ideata per le pratiche e l'arte digitale. Intitolata Generation e curata da Karen Archey con Eli Scheinman, la sezione raccoglie 19 progetti affidati a nomi di primo piano come Jon Rafman, Refik Anadol e Sarah Meyohas, affiancati da gallerie tradizionali in forte espansione sul segmento come Sprüth Magers (Berlino, Germania) e Mary Boesky Gallery (New York, USA). La guida strategica del programma passa da quest'anno a Nicole Sales Giles, nominata prima Global Head della sezione per strutturarne lo sviluppo su scala permanente.
L'impatto della manifestazione travalica come di consueto i confini del Convention Center. Tra i progetti pubblici più attesi spiccano una grande installazione all'aperto firmata da James Turrell - presentata dalla Turrell Art Foundation in collaborazione con Pace Gallery - e la rassegna Between Tides coordinata dal Public Art Fund a Collins Park, con tavoli da ping-pong scultorei e interattivi progettati da artisti come Amalia Pica e il collettivo SUPERFLEX. A coronamento della settimana, il 3 dicembre al New World Center si terrà la seconda edizione degli Art Basel Awards in partnership con BOSS, che assegneranno i Gold Awardees tra una rosa di finalisti di rilievo internazionale guidata da Barbara Kruger, Jenny Holzer, Arthur Jafa e Theaster Gates.
Alberto Camogli
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