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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUn archivio reale di eccezionale interesse per la storia dell’Anatolia antica è emerso dagli scavi di Kayalıpınar, nel distretto di Yıldızeli, nella provincia turca di Sivas. Il complesso, identificato con l’antica città di Šamuḫa, comprende 184 tavolette e frammenti in scrittura cuneiforme, che ne fanno una delle più importanti concentrazioni di documenti ittiti rinvenute nel XXI secolo e al di fuori della capitale Ḫattuša.
I reperti risalgono a circa 3.400 anni fa, al regno del sovrano Tudḫaliya II, e restituiscono uno spaccato della vita politica, militare e amministrativa del regno ittita durante l’Età del Bronzo recente. Tra i testi esaminati preliminarmente compaiono riferimenti ad attività militari, epidemie, alla morte di una principessa ancora in fasce e a richieste di aiuto indirizzate al re da comandanti dell’esercito.
La campagna archeologica più recente, condotta dall’Università Koç sotto l’egida del Ministero della Cultura e del Turismo turco, ha portato alla luce 131 tavolette e frammenti, che si aggiungono ai materiali recuperati nelle precedenti missioni. Le ricerche potrebbero chiarire ulteriormente il funzionamento dello Stato ittita e aspetti della società e della vita quotidiana. Nel II millennio a.C. gli Ittiti costruirono un potente regno in Anatolia, poi trasformatosi in un impero esteso anche in parte del Levante settentrionale. Šamuḫa rivestiva un ruolo strategico come centro amministrativo e religioso ed era legata al culto di Šauška, divinità associata all’amore e alla guerra.
A differenza degli archivi monumentali di Ḫattuša, noti grazie agli scavi avviati all’inizio del Novecento, il nucleo di Kayalıpınar potrebbe offrire nuove prospettive sulla rete politica e amministrativa del regno. Gli scavi sono ancora in corso: la traduzione e lo studio dei testi potranno far emergere ulteriori dettagli sulla storia ittita.
Giorgio Valentini
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