Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Graffiti copti sulla parete orientale del Tempio di Hathor a Deir el-Medina, nei pressi dell'odierna Luxor

© Guimerà Martínez, A., & Cañamares, P. de S., Antiquity (2026)

Image

Graffiti copti sulla parete orientale del Tempio di Hathor a Deir el-Medina, nei pressi dell'odierna Luxor

© Guimerà Martínez, A., & Cañamares, P. de S., Antiquity (2026)

Antico Egitto, il mistero dei monasteri perduti svelato da una mappa digitale

Il «Coptic Project», una ricerca pubblicata dall’Università di Cambridge dedicata al paesaggio egiziano tra il III e il VII secolo d.C., ha l’obiettivo di ricostruire le relazioni tra insediamenti cristiani, mobilità ed economia

Giorgio Valentini

Leggi i suoi articoli

Non erano necessariamente luoghi isolati dal mondo i monasteri e gli eremi dell’antico Egitto. Strade, piste nel deserto, vie fluviali e porti collegavano le comunità religiose ai centri abitati e ai circuiti commerciali. È da questa prospettiva che prende forma il «Coptic Project», una ricerca pubblicata dall’Università di Cambridge dedicata al paesaggio egiziano tra il III e il VII secolo d.C., con l’obiettivo di ricostruire le relazioni tra insediamenti cristiani, mobilità ed economia.

Il progetto, condotto dagli archeologi Ariadna Guimerà Martínez e Pau de Soto Cañamares, integra ricognizioni sul campo, fonti scritte e cartografia digitale. Attraverso sistemi informativi geografici e analisi delle reti, il gruppo studia percorsi, tempi di viaggio, costi di trasporto e posizione dei siti all’interno delle antiche infrastrutture di comunicazione.

Un caso significativo è la riva occidentale del Nilo, nell’area di Luxor. Le indagini del 2020, estese su 100 chilometri quadrati, hanno documentato oltre 1.517 iscrizioni e graffiti copti e 163 strutture cristiane, tra chiese, monasteri ed eremi. I resti si concentrano tra la pianura coltivata e le falesie desertiche, in un paesaggio che conserva anche tracce di insediamenti faraonici e greco-romani, talvolta assenti dalla cartografia topografica moderna.

Iscrizioni, contesto archeologico e caratteristiche della scrittura contribuiscono a datare le testimonianze e a ricostruire le fasi di frequentazione cristiana. I dati relativi agli edifici, alla loro conservazione e ai collegamenti territoriali confluiscono in un archivio digitale condiviso.

I primi risultati evidenziano differenze nell’accessibilità dei siti e il ruolo determinante delle rotte nilotiche e dei corridoi terrestri. Il monastero viene così interpretato non come un’entità separata, ma come parte di una rete di scambi e relazioni.

Per l’inizio del 2027 è previsto il lancio di una piattaforma online ad accesso gratuito, che permetterà di consultare mappe, schede degli edifici cristiani e dati geospaziali, offrendo nuovi strumenti per lo studio interdisciplinare del paesaggio religioso dell’Egitto antico.

Giorgio Valentini, 12 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Giorgio Valentini

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

L’opera del II secolo d.C. testimonia l’incontro tra le tradizioni artistiche egizia, greca e romana. Il dipinto sarà esposto al Museo dell’Ara Pacis dal 5 novembre, accanto a decine di ritratti del Fayum, nella mostra dedicata all’arte del ritratto nell’antichità

Si tratta di «The Orange Plague», l’ultima provocazione dello scultore danese Jens Galschiøt, già noto per opere dedicate al rapporto tra potere, ingiustizia e diritti umani

Prima dell’apertura prevista nella primavera 2027, la nuova succursale del Beaubourg si presenta al pubblico con «Prélude!»: tre appuntamenti dedicati all’architettura, alla natura e al rapporto con la collettività

«Alla Tina Jama abbiamo avuto la fortuna di scavare una ricca sequenza tardo mesolitica», spiega Federico Bernardini, direttore dello scavo. Un contesto raro che può offrire nuovi elementi per comprendere come cambiarono ambiente, economia e pratiche di sussistenza con l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento

Antico Egitto, il mistero dei monasteri perduti svelato da una mappa digitale | Giorgio Valentini

Antico Egitto, il mistero dei monasteri perduti svelato da una mappa digitale | Giorgio Valentini