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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliLa conquista della maggioranza democratica sia alla Camera dei Rappresentanti, sia al Senato, nelle elezioni di metà mandato del 3 novembre, non sembra aver modificato i programmi di Donald Trump. Il 4 novembre, mentre il risultato elettorale ridisegnava gli equilibri politici di Washington, il presidente ha scelto di concentrarsi sulla realizzazione della nuova sala da ballo della Casa Bianca, un progetto da 400 milioni di dollari che continua a suscitare polemiche.
L’intervento, destinato a dotare la residenza presidenziale di una grande sala per cerimonie ed eventi ufficiali, è contestato fin dall’inizio. Per fare spazio alla nuova struttura, infatti, Trump ha disposto la demolizione dell’ala Est della Casa Bianca. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un complesso militare sotterraneo, una sorta di bunker che con la «ballroom» costituirebbe per l’amministrazione Trump «un unico insieme coerente», un elemento che ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla natura e sulla portata dei lavori.
Non sono mancate le contestazioni sul piano istituzionale e giuridico. Alcuni ex presidenti e le autorità giudiziarie hanno sollevato dubbi sulla legittimità dell’intervento e sui poteri del presidente di modificare un edificio storico di tale importanza. La vicenda è approdata anche nelle aule di tribunale, con una causa promossa dal National Trust for Historic Preservation per fermare i lavori. A settembre, tuttavia, la Corte Suprema ha stabilito che questo ente non aveva titolo giuridico per intentare l'azione, consentendo così la prosecuzione del progetto.
Il 4 novembre Trump ha partecipato alla cerimonia per la posa della trave finale, ribadendo il proprio entusiasmo. «Sarà una delle sale da ballo più grandi e, credo, la più bella del mondo», ha detto, come ha riportato il quotidiano «The New York Times». Il presidente ha anche difeso il tempo e le risorse dedicati agli interventi sugli edifici di Washington, ricordando che durante la campagna elettorale la questione era stata sollevata. «Mi piace. È una cosa positiva. Per me è rilassante», ha affermato.
Resta ora da capire se il nuovo assetto del Congresso, con entrambe le Camere a maggioranza democratica, potrà incidere sul futuro dell’opera, attraverso il controllo politico e gli strumenti istituzionali a disposizione del Parlamento.
Gaspare Melchiorri
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