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Particolare di un ovale di Susanne de Court

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Particolare di un ovale di Susanne de Court

Gli eleganti virtuosismi di Susanne de Court, grande artista rinascimentale dello smalto

Quasi cento opere conosciute, una tecnica di notevole raffinatezza e un ruolo eccezionale in un mondo artistico dominato dagli uomini: la Frick Collection riunirà in primavera per la prima volta circa 45 capolavori di una protagonista ancora poco conosciuta del Rinascimento francese

Gaspare Melchiorri

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Nella prossima primavera la Frick Collection di New York dedicherà una mostra a Susanne de Court, artista francese attiva intorno al 1600 e figura di primo piano (anche se ancora poco conosciuta) nella storia dello smalto rinascimentale. Sarà la prima esposizione interamente dedicata alla sua produzione; vi si potrà riscoprire l’opera di una donna che, secondo gli studiosi, fu probabilmente l’unica a dirigere una bottega nella Limoges del Rinascimento, la città francese che fin dal XII secolo rappresentava il principale centro europeo per la lavorazione degli smalti. La mostra si terrà dall’8 aprile al 12 luglio 2027.

L’importanza della figura della De Court spicca anche per un altro motivo: è l’unica donna della sua epoca di cui siano giunte opere firmate. Il suo corpus comprende quasi cento lavori conosciuti, caratterizzati da una notevole raffinatezza tecnica e cromatica. La mostra riunirà circa 45 opere autografe, quasi la metà della sua produzione superstite, provenienti da musei e collezioni private degli Stati Uniti e dell’Europa. Alcuni pezzi, rimasti per oltre due secoli in mani private, saranno presentati al pubblico per la prima volta.

È da notare la varietà della sua produzione: pregiati recipienti, piatti, complessi apparati decorativi, piccoli oggetti, borse e placche destinate a decorare orologi e specchi. La sua tecnica è particolarmente riconoscibile, basata com’è sulla sovrapposizione di smalti traslucidi rossi, verdi e blu su minuscoli frammenti di lamina metallica, capaci di creare effetti luminosi e colori simili a quelli delle pietre preziose.

Tre opere della collezione permanente del Frick costituiranno il nucleo della rassegna: una coppia di saliere con episodi del mito di Orfeo, acquistate da Henry Clay Frick nel 1916 dalla collezione di J.P. Morgan, e un medaglione ovale raffigurante Apollo e le Muse, donato nel 2021 da Alexis Gregory. A queste si affiancherà una selezione di stampe di importanti incisori del Cinquecento, fonti iconografiche da cui l’artista trasse ispirazione per le proprie composizioni.

Come sottolinea Marie-Laure Buku Pongo, curatrice associata delle arti decorative del museo e responsabile della mostra, le ricerche preparatorie e le indagini tecniche condotte insieme ai restauratori hanno permesso di approfondire la conoscenza della produzione di De Court e di individuare nuovi aspetti del suo metodo di lavoro. L’esposizione, accompagnata da un catalogo, ambisce così non soltanto a ricostruire il profilo di un’artista ancora enigmatica, ma anche a restituirle il posto che merita nella storia dell’arte europea.

Gaspare Melchiorri, 02 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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