Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Pasquale Ruocco
Leggi i suoi articoliIl violento maltempo che ha investito Cremona ha colpito direttamente il suo patrimonio monumentale. Una tromba d’aria accompagnata da una forte grandinata ha provocato il crollo della copertura di una delle guglie laterali della Cattedrale e il cedimento della copertura della torre civica del Palazzo Comunale. Due danni concentrati nello stesso luogo, Piazza del Comune, cuore storico e architettonico della città e uno degli insiemi monumentali medievali più riconoscibili della Lombardia.
Le immagini successive all’evento mostrano l’entità visibile dei cedimenti. Saranno tuttavia le verifiche tecniche a stabilire la reale gravità dei danni, l’eventuale coinvolgimento delle strutture sottostanti e la complessità degli interventi necessari. Parlare in questa fase di danni «irreparabili» sarebbe prematuro: per edifici storici di questa natura occorre distinguere il cedimento delle coperture dai possibili effetti sulle murature, sugli apparati decorativi e sulla stabilità complessiva delle parti interessate.
La gravità dell’episodio deriva anche dal contesto nel quale si è verificato. Cattedrale, Torrazzo, Battistero, Palazzo Comunale e Loggia dei Militi compongono attorno alla piazza una straordinaria concentrazione di architetture civili e religiose, attraverso le quali è possibile leggere la formazione politica e urbana della Cremona medievale. Il maltempo ha dunque colpito simultaneamente due elementi appartenenti ai due poli storici della piazza: quello ecclesiastico e quello comunale. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui costruzione ebbe inizio nel XII secolo, è il risultato di una lunga stratificazione architettonica e decorativa. Romanico, gotico e successive trasformazioni rinascimentali convivono in un organismo monumentale che costituisce, insieme al Torrazzo e al Battistero, il principale complesso religioso cittadino. Il cedimento riguarda, secondo le prime informazioni disponibili, la copertura di una guglia laterale: sarà quindi necessario verificare rapidamente le condizioni degli elementi architettonici circostanti e le eventuali infiltrazioni prodotte dall’improvvisa esposizione agli agenti atmosferici.
Altrettanto significativo è il danno alla torre civica del Palazzo Comunale. La struttura costituisce una testimonianza dell’antico complesso municipale precedente all’attuale edificio comunale medievale e conserva nella muratura le tracce delle successive trasformazioni. La torre, a pianta quadrata e realizzata prevalentemente in laterizio a vista, termina con una cella campanaria storicamente legata alle funzioni pubbliche della città.
Le campane costituivano infatti strumenti della vita politica e civile prima ancora che elementi sonori del paesaggio urbano. Quella minore serviva alla convocazione del Consiglio comunale, mentre la maggiore poteva segnalare incendi o annunciare condanne; entrambe suonavano a festa nel giorno di Sant’Omobono, patrono di Cremona. La torre conserva quindi una funzione simbolica precisa nella storia delle istituzioni cittadine: rappresenta materialmente il rapporto fra architettura, amministrazione e comunità urbana.
Il cedimento della sua copertura assume per questo un rilievo che supera il danno materiale immediatamente visibile. Gli edifici storici sono sistemi complessi nei quali tetti, strutture lignee, murature e apparati decorativi concorrono alla conservazione dell’intero organismo. La perdita improvvisa di una copertura apre inoltre una seconda fase di rischio, legata all’acqua, all’umidità e alla possibile esposizione di materiali storici precedentemente protetti. Le priorità diventano quindi la messa in sicurezza, la protezione provvisoria delle parti scoperte e una ricognizione ravvicinata delle strutture. Soltanto dopo queste operazioni sarà possibile quantificare il danno e definire un progetto di restauro, verificando quali elementi originali possano essere recuperati e quali debbano eventualmente essere reintegrati.
Pasquale Ruocco
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Originaria della provincia di Venezia e formatasi all’Università di Udine e al Courtauld Institute di Londra, Ketty Gottardo entrerà in carica il 1° ottobre come direttrice del Département des Arts Graphiques del Louvre. Esperta di disegni di antichi maestri, aveva iniziato proprio al museo parigino come catalogatrice dei disegni italiani.
Il marchio fondato da Tommaso Mazzanti è in procinto di assumere la gestione degli spazi di ristorazione di Palazzo Strozzi a Firenze, anche se il contratto non sarebbe ancora stato firmato. Il progetto dovrebbe discostarsi dal format tradizionale dell’Antico Vinaio, con un’offerta più ampia e pensata per la permanenza. Un’operazione che intercetta la crescente integrazione tra istituzioni culturali, hospitality e servizi al pubblico.
Fondata in età etrusca su uno sperone di tufo e argilla progressivamente consumato da frane ed erosione, Civita di Bagnoregio è passata dall'abbandono alla consacrazione turistica internazionale. Oggi il problema è cambiato: conservare un insediamento fragile mentre la sua immagine attira flussi enormemente superiori alla comunità residente. Tra candidatura Unesco, monitoraggio scientifico, consolidamenti e gestione degli accessi, la «città che muore» è diventata un caso esemplare delle contraddizioni contemporanee del patrimonio.
Dal 16 dicembre 2026 a maggio 2027, le Gallerie d’Italia-Napoli dedicano ad Alighiero Boetti una mostra curata da Luca Massimo Barbero. Circa 35 opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati, oggi parte del patrimonio di Intesa Sanpaolo, attraversano serialità, linguaggio, ricamo e delega dell’esecuzione: gli strumenti con cui Boetti trasformò la matrice concettuale in una ricerca difficilmente riconducibile a un’unica appartenenza.



