Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Particolare di un volume della Biblioteca Serlupiana donata al Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut

© Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut. Foto Bärbel Reinhard

Image

Particolare di un volume della Biblioteca Serlupiana donata al Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut

© Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut. Foto Bärbel Reinhard

Tredicimila volumi in dono al Kunsthistorisches Institut di Firenze

L’istituto di storia dell’arte tedesco ha ricevuto la Biblioteca Serlupiana, una miniera di prime edizioni a stampa con legatura originale. La clausola è che questo patrimonio resti sempre a Firenze, a disposizione degli studiosi di varie discipline, di storia del libro, della stampa e di bibliofilia

Laura Lombardi

Leggi i suoi articoli

La Biblioteca Serlupiana arricchisce di oltre 13mila volumi la biblioteca del Kunsthistorisches Institut in Florenz–Max-Planck-Institut (Khi), l’istituto tedesco di storia dell’arte di Firenze. La collezione di Filippo Serlupi Crescenzi e Gilberta von Ritter de Zahony, eruditi collezionisti e raffinati bibliofili, è la più significativa donazione nei 127 anni di storia dell’istituto; creata negli anni Venti del Novecento, la raccolta è composta di prime edizioni a stampa con legatura originale attentamente selezionate, spaziando tra secoli, aree geografiche e discipline. In origine era conservata a Villa Le Fontanelle, sede dell’accademia neoplatonica; ora i nipoti dei donatori, Raffaele Carrega Bertolini e Laetitia Lefevre d’Ormesson, hanno posto la clausola che la biblioteca resti «per sempre nella Città di Firenze aperta agli studiosi di varie discipline, di storia del libro, della stampa  e di bibliofilia».  

Onorata di contribuire alla conservazione e alla conoscenza di questo patrimonio, che apre nuove prospettive per la ricerca in generale, e in particolare nei campi della storia del libro, del collezionismo e della biblioteconomia, l’istituzione tedesca ha organizzato una mostra nella sede di via Giuseppe Giusti 44 (dal 7 al 14 marzo, esclusi sabato e domenica, dalle ore 14,00 alle 18,00) a cura di  Anette Creutzburg, Camilla Musci, Jan Simane e degli organizzatori della giornata di studi del 7 marzo, ovvero Hannah Baader, Hana Gründler e Gerhard Wolf.  

La giornata, prima delle «Conversazioni Serlupiane», dedicata a Marsilio Ficino (1433-99) e intitolata «Anima, Mondo, Libro: Ficino», vede la partecipazione, dalle ore 14,30 a Palazzo Grifoni Budini Gattai in via dei Servi 51, di  studiose e studiosi quali Anne Eusterschulte (Freie Universität di Berlino), Tanja Klemm (Università di Costanza), Kathryn M. Rudy (Università di St Andrews), Stéphane Toussaint (Centre André-Chastel / Università Paris Sorbonne). Punto di partenza del pensiero del filosofo e medico fiorentino, erano, per dirla con lo storico della filosofia Paul Oskar Kristeller (fortemente legato ai fondatori), «l’uomo e le sue attitudini»; il prezioso nucleo di oltre venti incunaboli della Biblioteca Serlupiana, oggetti fisici e al tempo stesso complessi spazi epistemici, racchiude argomentazioni ficiniane sulla posizione dell’anima nel cosmo, precetti dietetici per contrastare la malinconia e speculazioni sulla natura dell’amore e della bellezza. 

Particolare di un volume della Biblioteca Serlupiana donata al Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut. © Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut. Foto Bärbel Reinhard

Laura Lombardi, 06 marzo 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Dopo il successo di Beato Angelico e il maestro espressionista, Arturo Galansino annuncia che l’istituzione da lui diretta a Firenze continuerà a dedicarsi sia al contemporaneo sia ai maestri storici che poi diventano, di fatto, un fenomeno di cultura contemporanea

«Abbiamo scelto di allestire la mostra in modo che si possa vedere la città e la sua architettura, per ricostruire la sua esperienza qui e in Italia», spiega Elena Geuna, curatrice della mostra a Palazzo Strozzi dal 14 marzo al 23 agosto

La Fondazione Palazzo Strozzi dedica all’artista un’importante retrospettiva incentrata sul suo rapporto con l’Italia e il capoluogo toscano, coinvolgendo due luoghi a lui particolarmente cari: il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana. Abbiamo intervistato il figlio e curatore della mostra, Christopher Rothko

A Palazzo Buontalenti, partendo dai materiali del fondo affidato dall’artista allo Csac di Parma, sono ripercorsi trent’anni della sua attività, dal dopoguerra al 1975: ne emerge «un’immagine meno levigata e meno ridotta a icone»

Tredicimila volumi in dono al Kunsthistorisches Institut di Firenze | Laura Lombardi

Tredicimila volumi in dono al Kunsthistorisches Institut di Firenze | Laura Lombardi