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Redazione
Leggi i suoi articoliÈ mancato Mario Benappi, figura di riferimento nel mondo dell’arte e dell’antiquariato torinese. Con lui scompare un protagonista discreto ma centrale, custode di una tradizione familiare che, da quattro generazioni, intreccia passione, competenza e dedizione assoluta al mondo dell’arte. La storia della famiglia Benappi affonda le radici nel primo Novecento, una continuità ininterrotta che arriva fino a oggi grazie al lavoro del figlio Umberto, a cui Mario ha trasmesso non soltanto un mestiere, ma un modo di guardare e vivere l’arte.
La Galleria Umberto Benappi, fondata nel 2011 e dedicata all’arte contemporanea, ha sede in un ex atelier d’artista all’interno dello storico palazzo Corbetta Bellini di Lessolo, nel cuore di Torino: un luogo che riflette lo spirito della famiglia, fatto di cura, studio e dialogo con artisti e curatori nazionali e internazionali. Una tradizione nata dalla dedizione del bisnonno di Umberto e proseguita attraverso i suoi nonni prima, poi suo padre Mario e suo zio Ezio, fino ad arrivare ad oggi, con Umberto, appunto, e suo cugino Filippo.
Una storia familiare che non si è mai limitata alla conservazione del passato, ma che ha saputo guardare in avanti: da un lato la ricerca sul contemporaneo della Galleria Umberto Benappi, dall’altro la prospettiva internazionale della Benappi Fine Art, guidata dal cugino Filippo. Quattro generazioni torinesi che hanno vissuto – e continuano a vivere – di arte.
«Il tuo sorriso e la tua luce rimarranno con noi per sempre. Grazie per tutto quello che ci hai insegnato». Così la famiglia saluta il suo amato Mario con la cui scomparsa si chiude un capitolo importante.
Il suo lascito prezioso però continua, solido e vitale, nelle mani di chi ha raccolto la sua eredità con passione e rispetto.
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