Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliModenantiquaria
Quarant’anni di storia, ricerca e passione per l’arte antica: «Modenantiquaria» si prepara a celebrare un traguardo importante attraverso i valori che ne hanno costruito il prestigio nel panorama dell’alto antiquariato italiano. La prossima edizione si terrà a Modena Fiere dal 13 al 17 febbraio 2027, riunendo ancora una volta i protagonisti del settore in un contesto in cui il confronto diretto, la trasmissione del sapere e la relazione umana restano elementi essenziali per leggere il patrimonio artistico oltre la sua dimensione storica. Il percorso proposto è fondato sulla qualità delle opere, sulla competenza degli espositori e sulla capacità di valorizzare la bellezza antica attraverso un equilibrio costante tra tradizione e contemporaneità. Sono questi i principi che la fiera intende confermare anche nella prossima edizione. A rappresentare l’identità della manifestazione sarà ancora una volta il «busto di Francesco I d’Este» di Gian Lorenzo Bernini, capolavoro della scultura barocca conservato presso la Galleria Estense di Modena, un simbolo che racchiude la sua vocazione verso l’eccellenza artistica. La rassegna potrà inoltre contare sul patrocinio dell’Associazione Antiquari d’Italia, della Fima e dell’Associazione Antiquari Modenesi, riconoscimenti che ne confermano l’autorevolezza nel settore. L’accurata selezione degli oggetti esposti resterà infine uno dei pilastri di «Modenantiquaria» anche nel 2027, grazie al rigoroso processo di «vetting» affidato a storici dell’arte e a specialisti qualificati, a garanzia dell’autenticità e del valore delle proposte.
Luca Giordano, Vocazione di San Matteo. Courtesy Antichità La Pieve
Antichità La Pieve
A Sabbio Chiese, nel Bresciano, da oltre quarant’anni l’antiquariato è prima di tutto una questione di sguardo: saper riconoscere la qualità, studiare un’opera, ricostruirne la storia e comprenderne il valore. Questa è la filosofia di Antichità La Pieve, realtà fondata da Franco Tisi, che ha proseguito la professione paterna trasformandola in un’attività familiare e in un punto di riferimento per collezionisti e appassionati. La galleria lavora su un arco cronologico ampio, dai dipinti antichi alle opere dell’Ottocento e del Novecento, dai mobili alle sculture in bronzo, pietra e marmo, fino agli oggetti d’arredo. Tra le opere che oggi propone spicca un grande olio su tela, «Vocazione di san Matteo», attribuito a Luca Giordano. Il soggetto coglie l’istante in cui Cristo chiama Matteo, seduto al banco della gabella, a seguirlo. È il momento della scelta, quello in cui la dimensione terrena viene improvvisamente interrotta dalla chiamata spirituale. Matteo si alza e, nel gesto, lascia cadere i sacchetti delle monete: un dettaglio narrativo che rende visibile la rinuncia alla ricchezza e al passato. La tela si inserisce idealmente nella straordinaria vicenda di Giordano, uno dei massimi protagonisti della pittura barocca napoletana ed europea. Formatosi nell’ambiente di Jusepe de Ribera, Giordano assimilò inizialmente il drammatico naturalismo della scuola napoletana per poi ampliare il proprio linguaggio attraverso lo studio dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco. La rapidità esecutiva, che gli valse il celebre soprannome di «Luca fa presto», non fu semplice velocità ma capacità di governare con sorprendente naturalezza composizioni complesse. La galleria sarà tra gli espositori di «AMART», appuntamento di riferimento per l’antiquariato italiano e internazionale, in programma dal 4 all’8 novembre al Museo della Permanente di Milano.
Piatto in maiolica policroma con stemma della famiglia Pietra Manifattura di Pavia. Courtesy Subert
Subert
Da cinque generazioni, dal 1860, la galleria Subert di Milano è un punto di riferimento per l’arte e l’antiquariato italiano, con una predilezione per le maioliche tra Rinascimento e Rococò, le porcellane e la scultura europea, gli strumenti scientifici e i globi, l’argenteria e gli oggetti inusuali. Alla prossima fiera «Amart» (Milano, 5-8 novembre) presenterà un raro piatto in maiolica policroma con lo stemma dei conti Pietra, attribuito a Siro Antonio Africa e databile prima del 1704. Realizzato probabilmente nella manifattura Rampini di Pavia, il piatto appartiene alla stagione più alta della ceramica pavese. Nel cavetto, la parte centrale incavata, è raffigurata l’«Allegoria dell’Abbondanza o della Liberalità»: una figura femminile regge lo stemma della famiglia Pietra e una cornucopia ricca di fiori, mentre un putto legge ai suoi piedi. La ricca tesa in rilievo, sottolineata in manganese, rivela l’eleganza decorativa che rese celebre questa produzione. Lo stile richiama le incisioni di Giovanni Battista Dal Sole e di altri artisti secenteschi, modelli cui gli Africa attinsero per creare il raffinato repertorio figurativo che li rese protagonisti della maiolica lombarda. Attivi tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento nelle principali manifatture pavesi, Siro Antonio e Siro Domenico Africa sono considerati tra gli interpreti più autorevoli del cosiddetto decoro «con architetture». La committenza è riconducibile ai conti Pietra di Silvano Pietra, antica casata dell’Oltrepò Pavese legata agli Sforza e successivamente alla corte medicea. Sul verso dell’affascinante oggetto compare la sigla «A.F.», tradizionalmente associata alla famiglia Africa. Rari esemplari come questo sono oggi conservati nelle maggiori collezioni internazionali dedicate alla ceramica.
Dipinto olio su tavola raffigurante Madonna con bambino e San Giovannino attribuito a Giovan battista Verrocchi FIRENZE XVI secolo. Courtesy Antichità A.M. Marcelli di Luigi Minelli
Antichità A.M. Marcelli di Luigi Minelli
Antichità A.M. Marcelli di Luigi Minelli celebra 76 anni di attività, confermandosi tra le gallerie antiquarie più longeve d’Italia. Con sede storica a Gubbio, in via del Popolo 23, e dieci punti vendita, l’azienda è specializzata in mobili veneziani, dipinti antichi, maioliche e oggettistica, partecipando alle più importanti mostre antiquarie nazionali. La sua storia inizia nel 1950 quando Amina Bucchi apre una piccola bottega da rigattiere nel centro storico di Gubbio. Da quella realtà familiare nascerà un’importante attività antiquaria, tramandata ai figli Alfio e Lanfranco Marcelli e, successivamente, a Luigi Minelli, marito di Marcella Marcelli, che oggi guida la galleria insieme al figlio Matteo. Nel corso della sua carriera, Minelli ha trattato opere di straordinario valore artistico. Tra gli episodi più significativi figura la partecipazione, come esperto, all’asta di Sotheby’s a Zurigo per il celebre piatto in maiolica di Mastro Giorgio Andreoli, «La caduta di Fetonte», acquistato grazie a una sottoscrizione popolare dal Comune di Gubbio e oggi conservato al Museo Civico di Palazzo dei Consoli. Nelle sale della galleria sono passati importanti piatti a lustro di Mastro Giorgio Andreoli, opere di Ottavio Nelli e di Giuseppe Magni, oltre a mobili, sculture e dipinti di grande pregio. Da sempre, inoltre, A.M. Marcelli dedica particolare attenzione alla ricerca e alla valorizzazione di opere legate alla storia di Gubbio e al suo patrono, sant’Ubaldo. L’esperienza e la passione hanno reso questa realtà un punto di riferimento per collezionisti e appassionati, custode di una tradizione antiquaria che continua a distinguersi nel panorama italiano.
Redazione
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
A Bergamo, il 9 e 10 ottobre, AIEM e GAMeC riuniscono educatrici, pedagogiste e ricercatrici per due giornate di formazione dedicate al rapporto tra patrimonio culturale, pratiche educative, partecipazione e trasformazione sociale
Che cosa accade quando l’eccentricità smette di essere considerata una condizione marginale e diventa il luogo nel quale può formarsi valore? Da questa domanda nasce «Eccentrica», la mostra che inaugura il 6 ottobre allo Studio Lombard DCA di Milano con Adriano Attus, Claudia Maina e Lorenza Morandotti. Tre ricerche differenti, accomunate dall’uso di geometrie e simboli per affrontare il rapporto tra individuo e collettività, isolamento e appartenenza. L’esposizione anticipa il numero 24 di «AES Arts+Economics», dedicato allo stesso tema.
L’opera, in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara, sarà fruibile fino al 10 gennaio 2027. Uno scambio temporaneo con «Meriggio. Officine a porta Romana» di Umberto Boccioni, parte delle Collezioni Intesa Sanpaolo
Entrerà nel ruolo di direttrice artistica dell’istituzione olandese dalla prossima primavera, lasciandosi alle spalle la direzione del Guggenheim Abu Dhabi Project, che aprirà ufficialmente al pubblico l’11 dicembre



