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Una veduta esterna di Palazzo Marino a Milano

Foto tratta da Wikipedia. Foto Luca Aless | CC BY SA 4.0

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Una veduta esterna di Palazzo Marino a Milano

Foto tratta da Wikipedia. Foto Luca Aless | CC BY SA 4.0

Terminato il restauro conservativo di Palazzo Marino a Milano

Il recupero dell’imponente edificio, fatto erigere fra il 1557 e il 1563 dal banchiere e commerciante genovese Tommaso Marino come residenza nobiliare della propria famiglia, è stato finanziato dal gruppo Tod’s

Vittorio Bertello

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Alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del presidente del Gruppo Tod’s Diego Della Valle, il 15 aprile si è tenuta la conferenza stampa sul completamento del restauro conservativo di Palazzo Marino, sede dell’Amministrazione comunale meneghina dal 1861.

Il palazzo venne commissionato dal banchiere e commerciante genovese Tommaso Marino come residenza nobiliare della ricca famiglia Marino. Esso venne costruito fra il 1557 e il 1563 su progetto dell’architetto perugino Galeazzo Alessi, appositamente convocato a Milano proprio per l’occasione.

Molti scultori della Fabbrica del Duomo parteciparono attivamente alla decorazione del palazzo. I milanesi vedevano di cattivo occhio questo grandioso progetto: quando nel 1560 il conte Tommaso Marino ottenne il permesso di aprire una nuova strada che, partendo dall’ingresso principale del palazzo, si sarebbe congiunta fino a Piazza Mercanti, il malcontento popolare riuscì addirittura a bloccarne la realizzazione. La costruzione del palazzo continuò con uno stile comparabile a quello delle più ricche corti dell'intera cristianità: nel cortile del palazzo furono raffigurate le Fatiche di Ercole e le Metamorfosi di Ovidio.

L’intervento è stato interamente finanziato dal Gruppo Tod’s, è durato un anno e quattro mesi e ha riguardato il restauro di 7.500 mq di facciate interne ed esterne, rinnovando superfici deteriorate tramite opere di pulitura, consolidamento e protezione con materiali compatibili e il rifacimento delle stuccature e delle velature. Il restauro si ispira a una visione imprenditoriale in cui le aziende sono chiamate a intervenire attivamente in ambito sociale e culturale, preservando i saperi artigianali che costituiscono il cuore pulsante delle attività italiane.

«Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e siamo molto orgogliosi di poter annunciare di aver portato a termine, nei tempi previsti, il restauro che restituisce a Milano, e ai milanesi, un simbolo della storia della città, ha dichiarato Diego Della Valle, presidente del Gruppo Tod’s. Con questo progetto, il nostro Gruppo continua a supportare e promuovere l’arte e la cultura italiana, risorse insostituibili riconosciute in tutto il mondo. È una forma concreta di partecipazione civile, basata sulla collaborazione tra pubblico e privato per sostenere iniziative che migliorano la qualità della vita dei cittadini e la reputazione del nostro Paese. Le imprese devono essere sempre più coinvolte in progetti utili e solidali a sostegno del nostro Paese. È importante dare il buon esempio».

«Ringrazio Diego Della Valle e il Gruppo Tod’s per il restauro di Palazzo Marino, ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala. La cura e l’attenzione mostrata dai restauratori e dalle restauratrici durante i lavori sono state encomiabili. Palazzo Marino è la casa dei e delle milanesi: grazie a quanto realizzato, siamo felici di poter ridare a loro e ai tanti visitatori della nostra città la possibilità di conoscere e apprezzare questo edificio in tutta la sua storia e bellezza. La collaborazione tra pubblico e privato, questa volta, si è tradotta in un’iniziativa di mecenatismo che valorizza Milano e la sua identità». Gli interventi si sono svolti in un continuo e positivo confronto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano e con la soprintendente Emanuela Carpani.

L’agenzia Jesurum-Leoni Comunicazione srl, aggiudicatasi il bando del Comune di Milano per la ricerca dello sponsor tecnico, ha partecipato con un team tecnico di progettazione e realizzazione dei lavori, coordinato da Dontstop Architettura, che ha visto all’opera lo studio specializzato Andrea Borri Architetti, il restauratore e architetto Paolo Pecorelli, l’impresa Estia, aggiudicataria dei lavori, e Progetto Cmr, società specializzata nella progettazione integrata.

Vittorio Bertello, 16 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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