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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliL’American Library Association (Ala), insieme all’American Federation of State, County and Municipal Employees (l’Afscme) hanno raggiunto un accordo favorevole con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, vanificando il piano dell’amministrazione Trump di smantellare l’Institute of Museum and Library Services (Imls).
Come si legge in un comunicato stampa del 9 aprile dell’Ala, secondo i termini dell’accordo l’Imls continuerà a erogare sovvenzioni, a condurre ricerche e a sostenere il funzionamento di biblioteche e musei. L’intesa prevede inoltre il ripristino delle sovvenzioni precedentemente revocate, l’annullamento dei tagli al personale e l’astensione dell’amministrazione da ulteriori azioni contro l’Imls.
Il presidente dell’Ala, Sam Helmick, ha dichiarato a questo proposito: «Quando l’amministrazione ha voluto chiudere l’Imls lo scorso anno, ha innescato una reazione a catena. Le biblioteche di tutto il Paese hanno iniziato a ridurre gli orari, il personale e i servizi di cui la gente ha bisogno: programmi doposcuola, sostegno per chi cerca lavoro e attività di socializzazione per gli anziani. Questo accordo tutela i servizi bibliotecari fondamentali per le comunità di tutto il Paese. L’Ala continuerà a difendere la libertà di leggere e imparare di ogni americano».
Istituito nel 1996, l’Imls è l’unico ente federale che fornisce risorse a musei e biblioteche nei 50 stati e nei territori degli Usa. Nonostante il suo status apartitico, l’Imls è diventato uno dei principali obiettivi di tagli ai finanziamenti attraverso l’azione esecutiva dell’amministrazione Trump.
L’Ala e l’Afscme sono due tra le istituzioni culturali più influenti del Paese: la prima è la maggior associazione di biblioteche al mondo, la seconda è il maggior sindacato nazionale dei lavoratori del settore culturale. La causa è stata intentata lo scorso anno nel contesto di drastici tagli alle agenzie federali per le arti e la cultura, che hanno comportato licenziamenti di massa, revoca di sovvenzioni e riorganizzazioni di leadership secondo criteri ideologici.
Il bilancio federale proposto per il 2026 comprendeva piani per tagliare i fondi all’Imls, stanziando solo 6 milioni di dollari per l’anno, un calo drammatico rispetto al precedente bilancio di 313 milioni di dollari, ponendo le basi per la chiusura dell’ente. L’Imls rappresenta solo lo 0,005% del bilancio federale complessivo e richiede un rinnovo di autorizzazione da parte del Congresso ogni sei anni per rimanere attivo.
Nel 2025 sono state avviate numerose azioni legali per impedire la chiusura dell’agenzia, tra cui un’ordinanza restrittiva temporanea emessa da un giudice federale e una causa intentata da 20 procuratori generali dello Stato.
«I membri dell’Afscme hanno lottato instancabilmente per proteggere questa istituzione essenziale, che sostiene i servizi vitali che forniamo alle comunità in tutto il Paese, ha dichiarato Lee Saunders, presidente dell’organizzazione. Grazie a questi sforzi, questo finanziamento è ora protetto in ogni Stato, garantendo che le nostre comunità possano continuare ad accedere a questi fondamentali luoghi di apprendimento ».
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