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Una restauratrice all’opera nell’Abbazia di Pomposa

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Una restauratrice all’opera nell’Abbazia di Pomposa

Terminati i restauri agli affreschi dell’Abbazia di Pomposa

I lavori, che si inseriscono in un programma pluriennale di manutenzione avviato negli anni passati, si sono concentrati sulle navate laterali, in particolare sull’ultima campata della navata destra e sulla penultima della sinistra

Vittorio Bertello

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Nei giorni scorsi sono terminati i restauri agli affreschi delle navate laterali dell’abbazia di Pomposa (nel comune di Codigoro, Fe), lavori che si inseriscono in un programma pluriennale di manutenzione avviato negli anni passati. Già nel 2010 la Soprintendenza Architettura e Paesaggio di Ravenna aveva avviato una serie di interventi, proseguiti poi tra il 2012 e il 2014, seguiti dal restauro del crocefisso ligneo nel 2022, confermando l’importanza di un approccio sistematico alla conservazione del patrimonio.

Secondo Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna, questa strategia rappresenta un esempio di come si possa agire in modo preventivo e programmato, evitando di dover intervenire solo in situazioni di emergenza. «I risultati raggiunti dimostrano come un approccio sistematico e pluriennale consenta non solo di arrestare i fenomeni di degrado, ma anche di restituire piena leggibilità agli affreschi», ha dichiarato Gallo.

Le operazioni di restauro si sono concentrate sulle navate laterali, in particolare sull’ultima campata della navata destra e sulla penultima della sinistra, zone che lamentavano un elevato livello di degrado. Sono stati eseguiti interventi di pulitura, consolidamento della pellicola pittorica, e, ove necessario, integrazioni e velature. «L’accurata analisi delle diverse forme di degrado ha permesso di recuperare importanti porzioni della decorazione pittorica», ha dichiarato Serena Ciliani, architetta e direttrice del sito. Le pittura delle navate laterali si sviluppano su tre registri sovrapposti e raffigurano scene dell’Antico Testamento, del Nuovo Testamento e dell’Apocalisse.

Se da una parte il lavoro di restauro ha portato a un miglioramento estetico degli spazi, dall’altra rafforza il legame tra il sito e la comunità locale, promuovendo tra la cittadinanza una maggior consapevolezza del patrimonio. Ciliani ha sottolineato come l’intervento rappresenti un ulteriore passo nella cura del complesso di Pomposa, un luogo che richiede attenzione costante e interventi mirati.

Il gruppo di lavoro era composto da esperti del settore, tra cui architetti e restauratori, coordinati da Giovanni Giannelli, che ha diretto il Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale. Responsabile unica del procedimento è stata l’architetta Maria Lucia Masciopinto; progettazione e direzione lavori sono state curate da Serena Ciliani. Il ruolo di direttore operativo per gli interventi di restauro delle superfici è stato affidato all’architetto Keoma Ambrogio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna. Al progetto hanno collaborato anche funzionari e assistenti dei Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.

La campagna di restauro ha compreso anche un ampio rilievo fotografico per documentare lo stato di conservazione delle superfici, insieme a una campagna di fotogrammetria utile per future ricerche e studi.

La presentazione ufficiale del restauro avrà luogo il 18 giugno alle ore 12. L’evento non sarà solo un momento di celebrazione per il recupero di un patrimonio artistico, ma anche un’opportunità di riflessione sul valore della conservazione. «Ogni intervento è l’occasione di riconnettersi con il Patrimonio», ha aggiunto Ciliani, sottolineando il significato di questi lavori per la comunità e per le generazioni future.

Vittorio Bertello, 09 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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