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Iris Touliatou at the Library of the National Hellenic Research Foundation, Athens 2024. Photography: Stathis Mamalakis. Courtesy the artist and Sylvia Kouvali, London / Piraeus

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Iris Touliatou at the Library of the National Hellenic Research Foundation, Athens 2024. Photography: Stathis Mamalakis. Courtesy the artist and Sylvia Kouvali, London / Piraeus

Se la comunicazione diventa essa stessa opera d'arte. Il progetto di Iris Touliatou alla Pista 500

La Pinacoteca Agnelli inaugura la nuova stagione della Pista 500 con un progetto inedito di Iris Touliatou, vincitrice del Premio Pista 500 in collaborazione con Artissima. Curato da Nicola Trezzi, l'intervento coinvolge il grande billboard sul tetto del Lingotto e si estende ai canali di comunicazione del museo, trasformando la comunicazione istituzionale in parte integrante dell'opera e riflettendo sui processi attraverso cui immagini e messaggi vengono prodotti, diffusi e recepiti nello spazio pubblico.

Lavinia Trivulzio

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La Pinacoteca Agnelli apre una nuova stagione della Pista 500 affidando a Iris Touliatou (Atene, 1981) un progetto inedito che amplia ulteriormente la vocazione sperimentale del percorso artistico sul tetto del Lingotto. Selezionata nel 2025 attraverso il Premio Pista 500, promosso in collaborazione con Artissima, l'artista greca realizza un intervento site-specific che, sotto la curatela di Nicola Trezzi, coinvolge il grande billboard della Pista ma supera i confini fisici dell'installazione per estendersi ai canali di comunicazione della stessa istituzione museale.

È proprio questa espansione del luogo dell'opera a rappresentare il nucleo del progetto. Da anni Touliatou sviluppa una pratica che prende forma a partire dai contesti nei quali interviene, osservandone le dinamiche economiche, sociali e istituzionali. Le sue opere non si limitano a occupare uno spazio, ma ne analizzano le strutture invisibili, interrogando i meccanismi attraverso cui informazioni, immagini e relazioni vengono prodotte e diffuse. Alla Pinacoteca Agnelli questa ricerca si concentra sulla comunicazione stessa del museo. Il billboard della Pista 500 diventa soltanto uno dei dispositivi dell'intervento, mentre newsletter, piattaforme digitali e strumenti di comunicazione istituzionale vengono assorbiti all'interno dell'opera, trasformandosi da semplici mezzi di promozione in materiali artistici. L'attenzione si sposta così dalla singola immagine ai sistemi che ne determinano la circolazione, invitando a riflettere sul modo in cui il linguaggio visivo costruisce valore, consenso e memoria.

L'intervento conferma la direzione intrapresa dalla Pista 500, che negli ultimi anni ha progressivamente trasformato l'ex pista di collaudo della FIAT in uno dei più originali spazi europei dedicati all'arte contemporanea all'aperto. Il progetto della Pinacoteca Agnelli ha infatti reinterpretato l'iconica architettura industriale del Lingotto come un giardino sospeso attraversato da opere permanenti e temporanee che dialogano con la storia produttiva del luogo e con il paesaggio urbano circostante. Nel tempo la collezione della Pista 500 si è arricchita di interventi di artisti come Nina Beier, VALIE EXPORT, Sylvie Fleury, Shilpa Gupta, Louise Lawler, Mark Leckey, Cally Spooner, cui si sono aggiunti più recentemente Liam Gillick, Marco Giordano, Nan Goldin e SUPERFLEX. Installazioni luminose, sonore, ambientali e progetti di cinema espanso hanno progressivamente trasformato il circuito automobilistico in un percorso che invita a ripensare il rapporto tra arte, architettura e spazio pubblico.

Il progetto di Touliatou si inserisce in questa traiettoria, ma introduce una riflessione ulteriore. Se molti degli interventi precedenti hanno lavorato sulla percezione fisica del luogo, l'artista greca concentra l'attenzione sulle infrastrutture immateriali che regolano la produzione e la diffusione delle immagini contemporanee. Il museo non è più soltanto il contenitore dell'opera, ma diventa esso stesso parte del dispositivo artistico, mettendo in discussione il confine tra comunicazione istituzionale e pratica creativa. La scelta conferma anche il ruolo del Premio Pista 500 come piattaforma di sostegno alla ricerca internazionale emergente. Più che commissionare un'opera da collocare sul tetto del Lingotto, il progetto invita gli artisti a confrontarsi con la complessità di uno spazio che è insieme architettura industriale, luogo della memoria e dispositivo urbano. Nel caso di Iris Touliatou, questo confronto si estende ai linguaggi della comunicazione contemporanea, suggerendo che oggi lo spazio pubblico non coincide più soltanto con la città fisica, ma anche con la rete di immagini e messaggi attraverso cui le istituzioni costruiscono il proprio rapporto con il pubblico.

 

Lavinia Trivulzio, 28 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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