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Una veduta aerea degli scavi di Søften con una delle 82 «case a fossa»

Foto: Moesgaard Museum

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Una veduta aerea degli scavi di Søften con una delle 82 «case a fossa»

Foto: Moesgaard Museum

Scoperto in Danimarca un enorme stabilimento tessile vichingo

Su un’estensione di oltre 90mila metri quadrati, la manifattura si articolava in 82 «capanne laboratorio» interrate, utilizzate per la fabbricazione di manufatti artigianali. Altre aree erano destinate alla lavorazione del lino, altre ancora alla produzione e lavorazione dei metalli

Un’équipe di archeologi ha portato alla luce a Søften, località situata a cinque miglia a nord di Aarhus, un insediamento dell’epoca vichinga specializzato nella produzione di tessuti e manufatti artigianali. Con un’estensione di oltre 90mila metri quadrati, l’insediamento di Søften presentava un sistema di produzione molto articolato; gli archeologi hanno infatti portato alla luce 82 case a fossa, «capanne laboratorio» interrate, utilizzate per la fabbricazione di manufatti artigianali.

Accanto alle case a fossa, i ricercatori hanno individuato aree destinate alla lavorazione del lino, una pianta utilizzata nell’epoca vichinga per la produzione di indumenti, tele da vela e corde. Sono state inoltre rinvenute aree legate alla produzione del ferro e alla lavorazione del metallo. Gli archeologi ritengono che abbia almeno 1.000 anni e che risalga probabilmente alla tarda Età del Ferro o alla prima Età Vichinga, tra il 600 e il 950 d.C.

«In altre zone della Danimarca esistono alcuni grandi siti produttivi di questo tipo, ma finora non ne avevamo individuati nello Jutland orientale», ha dichiarato agli organi di stampa Liv Stidsing Reher-Langberg, la direttrice degli scavi. «A giudicare dall’architettura delle abitazioni, sembra che ci fosse una figura centrale di grande potere a gestire il sito».

«Per avere un sito come Søften, occorre una società molto ben organizzata con una linea di produzione, e occorre anche un mercato a cui destinare quella produzione, ha dichiarato Kasper Andersen, storico del Moesgaard Museum di Højbjerg, cittadina presso Aarhus, all’Associated Press. I tessuti di Søften venivano immessi in un mercato che va ben oltre il semplice ambito locale».

A conferma del carattere «tessile» della produzione di questa manifattura, gli archeologi hanno rinvenuto forbici e pesi per telai, che i tessitori utilizzavano per mantenere la tensione del filo. Gli scavi hanno inoltre portato alla luce frammenti in argento, monete e perle: reperti che, secondo i ricercatori, testimoniano il ruolo di Søften all’interno di una rete commerciale. Ciò suggerisce la vicinanza di Søften ad Aarhus, che dal IX all’XI secolo fu un’importante base navale vichinga e un centro commerciale che intratteneva rapporti con la Scandinavia, con l’Europa occidentale e oltre.

La zona di scavo, del resto, non è nuova a ritrovamenti di antichità. La scorsa estate, gli archeologi della vicina Lisbjerg hanno portato alla luce una sepoltura vichinga del X secolo ricca di tesori, che potrebbe essere collegata a un conte di Harald Bluetooth, che governò la Danimarca e alcune zone della Norvegia dal 958 al 986. Tra i reperti figurava una cassa funeraria contenente perle, filo d’oro, forbici e le ossa di una donna, un insieme simile a quello rinvenuto in un villaggio vicino all’inizio degli anni 2000. Nel 2024, uno studente di archeologia aveva portato alla luce una collezione di bracciali d’argento del IX secolo che per tipologia parevano riferirsi alle regioni dell’odierna Russia e Ucraina.

«Le città dell’epoca vichinga non sorsero da sole; e Søften e Lisbjerg ne sono esempi molto chiari», ha affermato lo storico Kasper Andersen in una dichiarazione. «Merci e risorse venivano portate dalle campagne circostanti, venivano scambiate nelle città ed entravano così nella vasta rete internazionale dell’epoca».

Gaspare Melchiorri, 29 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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