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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIl 15 giugno, l’Ufficio per il Restauro dell’Acropoli del Ministero della Cultura greco ha annunciato ufficialmente di aver terminato l’intervento sul frontone sovrastante la facciata occidentale del Partenone, dopo otto anni di lavori. I ponteggi esterni sono stati finalmente rimossi in modo definitivo. «Si tratta del completamento di un intervento di restauro estremamente impegnativo, grazie al quale il frontone occidentale del Partenone si presenta nella sua forma più completa da circa 220 anni, ha dichiarato la ministra della Cultura greca Lina Mendoni. Lo spettacolo è davvero mozzafiato».
Il Partenone venne eretto nel V secolo a.C. come tempio dedicato alla dea protettrice da cui la città prende il nome. Dalla sua edificazione, il monumento nel corso dei secoli è stato destinato a vari utilizzi: tesoreria, moschea, caserma militare e altro ancora. Per eventi bellici o disastri naturali ha in varie epoche subito danni di vario genere; subì addirittura dei danni procurati da chi avrebbe dovuto prendersene cura, come l’architetto greco Nikolaos Balanos, che vi diresse importanti restauri nel periodo compreso tra il 1894 e il 1938. Da quando il governo greco ha istituito l’Ufficio per il Restauro nel 1975 per gestire ulteriori interventi di recupero in tutta l’Acropoli, le squadre hanno operato incessantemente per riparare i danni causati dai lavori poco accorti di Balanos.
Nel 2017 l’Ufficio ha cominciato a dedicarsi al frontone occidentale del Partenone, che in passato ospitò alcuni dei marmi del Partenone ora oggetto di controversia. Già lo scorso novembre, grazie alla rapidità di esecuzione dei lavori, il Partenone aveva offerto per qualche giorno ai turisti una veduta del pieno recupero, ormai permanente, della sua facciata occidentale. All’epoca, il frontone rimaneva l’unico elemento ancora incompiuto della facciata. Ora, l’Ufficio per il Restauro ha ripristinato la continuità geometrica del timpano incastonato all’interno di questa struttura che sormonta l’edificio.
Nella circostanza, l’ente greco ha definito questo momento del restauro come «una delle maggiori sfide degli ultimi anni», per alcuni rilevanti problemi pratici. Ad esempio, quello di recuperare grandi blocchi di marmo dal versante nord-orientale del Monte Pentelico, celebre materia che conferisce al Partenone il suo caratteristico bagliore. In seguito, gli esperti hanno dovuto scolpire i materiali e issarli in posizione.
Secondo il progetto del 2008, riconfermato dalle autorità greche nel 2020, due lastre ortòstate completano ora il frontone occidentale del Partenone: una è un mosaico composto da due frammenti di pietra antichi, ricomposti con marmo nuovo; l’altra è costituita interamente da marmo appena estratto. Questi inserimenti sono stati eseguiti tra il 3 e il 5 marzo.
«È un momento di importanza storica per il monumento, per l’Acropoli e per la cultura mondiale, ha rimarcato Mendoni nella sua dichiarazione. Un momento che ci riempie di orgoglio, ma anche di un senso di responsabilità nel proseguire, con la stessa costanza, la grande opera di tutela e valorizzazione del simbolo per eccellenza della civiltà occidentale».
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