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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliUn frammento di tavoletta in caratteri cuneiformi potrebbe aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione di uno dei più antichi trattati di pace conosciuti. Il reperto è stato rinvenuto dagli archeologi ad Hattusa, l’antica capitale dell’Impero ittita, nell’odierna Turchia, e dopo circa un anno di analisi scientifiche è stato identificato come parte del celebre Trattato di Kadesh.
Il frammento proviene dall’area dell’edificio E, nel quartiere di Büyükkale, nella provincia di Çorum. Secondo quanto è stato comunicato dal Ministero turco della Cultura e del Turismo, il testo apparteneva a una copia ittita dell’accordo stipulato nel XIII secolo a.C. tra il monarca ittita Hattusili III e il faraone Ramesse II.
Il trattato mise formalmente fine a una lunga fase di rivalità tra le due grandi potenze del Vicino Oriente. L’accordo prevedeva il mantenimento della pace e della non aggressione, forme di assistenza militare reciproca e disposizioni sull’estradizione dei fuggitivi. I due imperi produssero copie del documento, diffuse nei rispettivi territori: in Egitto il testo fu inciso in geroglifici, mentre gli Ittiti lo redassero in lingua accadica utilizzando la scrittura cuneiforme.
Il nuovo frammento conserva parti degli articoli dal 12 al 20. Le clausole riguardano in particolare le persone che fuggivano da un regno per cercare rifugio nell’altro e stabiliscono condizioni relative alla restituzione dei fuggitivi e alla tutela delle loro abitazioni. Dettagli apparentemente amministrativi che, per gli storici, rappresentano una preziosa testimonianza delle prime forme di diplomazia internazionale.
Hattusa fu il centro politico e amministrativo dell’Impero ittita, una delle principali potenze della tarda Età del Bronzo. Gli scavi archeologici nella città iniziarono nel 1906 e portarono alla luce migliaia di tavolette e frammenti. Il sito è stato inserito nel 1986 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.
Proprio durante le prime campagne di scavo, tra il 1906 e il 1912, furono individuati altri frammenti delle copie ittite del trattato di Kadesh, oggi conservati in musei di Ankara, Berlino, Istanbul e San Pietroburgo. Il nuovo ritrovamento potrebbe quindi consentire agli studiosi di ricomporre una parte più ampia delle tavolette originali e di comprendere meglio il contenuto dell’accordo.
Le ricerche archeologiche a Hattusa proseguiranno sotto la direzione di Andreas Schachner, attraverso la sede di Istanbul dell’Istituto archeologico tedesco. Ogni nuovo frammento può così contribuire a ricostruire non soltanto un documento diplomatico, ma anche la storia dei rapporti tra due delle grandi potenze del mondo antico.
La Porta dei Leoni, posta a sud-ovest della città ittita di Hattusa. Foto tratta da Wikipedia. Foto Carole Raddato | CC BY SA 2.0
Valeria Sermonti
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